Il Sole 24 Ore - 23.08.2019

(Jacob Rumans) #1

Il Sole 24 Ore Venerdì 23 Agosto 2019 11


Finanza


Mercati


Mediaset ha depositato un


esposto in Consob per
denunciare che «Vivendi sta

agendo per deprimere il corso


di Borsa del titolo».
—Servizio a pagina 

Tv


Mediaset,


esposto


in Consob


contro Vivendi


Banche, Bce sceglie la linea soft


sulla gestione delle sofferenze


VIGILANZA


Più tempo agli istituti


per la copertura integrale


dei nuovi crediti deteriorati


Enria si allinea al Parlamento


europeo. Mitigato l’impatto


di un’eventuale recessione


Isabella Bufacchi


Dal nostro corrispondente


FRANCOFORTE


Un sistema di regole e di requisiti più


coerenti, più lineari, e soprattutto in


prospettiva con un assorbimento di


capitale con una gradualità legger-


mente più morbida rispetto alle norme


attuali. È questo da ieri l’assetto defini-


tivo degli accantonamenti prudenziali


per i nuovi crediti deteriorati (le Non-


performing exposures, o Npe) in se-


guito alla revisione delle aspettative di


vigilanza decisa ieri dalla Bce con il


Meccanismo di Sorveglianza unico.


L’organo di supervizione bancaria


guidato da Andrea Enria ha infatti alli-


neato ai calendari di primo pilastro


(quelli stabiliti dalla Commissione eu-


ropea) gli accantonamenti prudenziali


delle NPE sui prestiti erogati prima del


 aprile  e dunque soggetti al co-


siddetto “Addendum” della Bce: que-


ste aspettative di vigilanza riviste av-


verranno in base alla suddivisione del-


le esposizioni garantite o assicurate da


un’agenzia ufficiale per il credito al-


l’esportazione.


Per le Npe derivanti da prestiti ero-


gati a partire dal  aprile  nulla


cambia, perché continueranno ed es-


sere assoggettate al trattamento di pri-


mo pilastro. Le aspettative di vigilanza


per le consistenze di Npe (ossia espo-


sizioni classificate come deteriorate al


 marzo ) rimangono immutate


rispetto alle lettere inviate alle banche


nell’ambito del processo di revisione e


valutazione prudenziale (Supervisory


Review and Evaluation Process,


Srep).Invariate, dunque, le norme sul-


lo stock, ovvero i crediti deteriorati in


essere al  marzo , la data spar-


tiacque tra vecchie e nuove Npe.


La novità decisa ieri è notevole. Ri-


spetto al calendario dell’Addendum,


che comportava una copertura al


% richiesta in alcuni casi dopo due


anni e in altri casi dopo sette anni, in


futuro alle nuove Npe verranno appli-


cati solo gli accantonamenti pruden-


ziali di primo pilastro, con un calenda-


rio che prevede la copertura al % -


a seconda dei casi - al terzo, settimo e


nono anno.


La decisione della Bce/Ssm era at-
tesa ma non scontata, perché un alli-

neamento del calendario dell’Adden-


dum è stato ipotizzato fin dal momen-
to in cui è entrata in vigore la normati-

va del primo pilastro sulle NPE dei


prestiti stipulati dal  aprile .
L’obiettivo finale tuttavia resta in-

variato: tanto il primo pilastro quanto


l’Addendum portano le banche a co-
prire al %, con accantonamenti

prudenziali, le sofferenze che dopo un
certo numero di anni sono considerate

non più parzialmente recuperabili.


Nel caso del primo pilastro, il calenda-
rio è imposto a tutte le banche e non

prevede margini di trattativa. Nel caso


dell’Addendum della Bce/Ssm, che è
una normativa di secondo pilastro, la

procedura è specifica, applicata alle


singole banche. L’organo di supervi-
sione bancaria europeo si aspetta che

il calendario venga rispettato ma rico-


nosce un margine di dialogo nel caso
di situazioni particolari: se una banca

non rispetta il calendario, e ha motivi


validi per farlo, la Bce è disposta a tol-
lerare il ritardo. E se prima il calenda-

rio dell’Addendum era leggermente


più pesante di quello del primo pila-
stro, ora di calendario ne esiste uno so-

lo ed è quello stabilito dal legislatore.


A Danièle Nouy, che durante la sua
presidenza all’SSM ha introdotto il ca-

lendario dell’ Addendum sui nuovi


crediti deteriorati, era stato chiesto co-
sa avrebbe fatto quando la normativa

di primo pilastro sarebbe entrata in vi-


gore e se avrebbe deciso di allinearsi al
primo pilastro. La Nouy lasciò la scelta

aperta e, di fronte a questo bivio, in un


contesto di rallentamento economico
più lungo e più grave del previsto, En-

ria ha scelto l’opzione lievemente più


favorevole per le banche.
Lo stock degli Npl, che si è quasi di-

mezzato dal  al primo trimestre


del  ma deve comunque essere ri-
dotto in futuro, e alla svelta e prima

della prossima recessione: l’obiettivo


della Bce/Ssm e della Commissione è
fare in modo che non si torni più a do-

ver smaltire una montagna di soffe-


renze bancarie.
Quando è stato istituita la Vigilanza

bancaria della BCE, a novembre ,


il volume degli NPL detenuto dagli enti
significativi si collocava intorno a mille

miliardi. A fine marzo  si era quasi


dimezzato, collocandosi a  miliardi
di euro (con un’incidenza degli NPL

pari al ,%): «malgrado i recenti pro-


gressi, la Bce ritiene indispensabile
l’ulteriore riduzione del livello degli

Npl, per risolvere il problema in tempi


rapidi, finché le condizioni economi-
che sono ancora favorevoli», si legge

nel comunicato diramato ieri.
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PANORAMA


Nuova commessa per Tenaris. La società ha annunciato
ieri di aver stretto un contratto con la Abu Dhabi National

Oil Company (ADNOC) per la fornitura nei prossimi cinque


anni di tubolari e servizi Rig Direct®. L’intesa ha un valore
di , miliardi di dollari e può essere estesa di altri due anni.

L’accordo fa parte di un’iniziativa di ADNOC volta
a garantire soluzioni di approvvigionamento in-

telligenti che aggiungono valore alla sua attività


di perforazione di petrolio e gas. «Non vediamo
l’ora di supportare ADNOC con prodotti e servizi

di alta qualità per il loro ambizioso programma di


perforazione», ha affermato Gabriel Podskubka,
Presidente di Tenaris dell’area orientale. «Siamo

molto lieti che abbiano riconosciuto il valore che


possiamo apportare con le soluzioni Rig Direct®,
in cui collaboriamo a stretto contatto con i clienti,

contribuendo a operazioni più sicure ed efficien-


ti». Per servire meglio ADNOC, Tenaris amplierà
la sua presenza ad Abu Dhabi installando un’im-

pianto di filettatura e migliorando il suo centro di


assistenza Rig Direct®. Attraverso Rig Direct®, Tenaris
offre una soluzione di servizio integrata che copre la con-

sulenza tecnica sulla selezione dei prodotti, la pianificazio-


ne della domanda e dell’offerta, la gestione efficiente della
catena di approvvigionamento e l’assistenza tecnica in lo-

co durante l’installazione.


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Le banche aumentano le richieste di garanzie alle im-
prese per i prestiti ed il primo effetto è quello di una

sforbiciata da  miliardi di euro. In un anno, secondo


uno studio della Fabi, la riduzione dei prestiti è stata
del ,% attestandosi a  miliardi a giugno scorso

rispetto ai  miliardi dello stesso periodo


del .Sulle minori erogazioni, secondo in-
formazioni raccolte dalla Fabi nella rete ban-

caria, pesa sempre di più il netto calo delle


domande di prestito da parte della clientela.
Un contrazione legata soprattutto alla pro-

gressiva “crescita delle garanzie”. L’% delle


imprese italiane (dall',% del ) dichiara
di non essere interessato alla richiesta di cre-

dito perché prevale un «sentimento di sco-


raggiamento». Da una recente statistica della
Bce emerge come, dopo la Grecia, l'Italia,

Francia e Irlanda abbiano la percentuale più


alta di imprese che non nasconde di avere
difficoltà nella richiesta di finanziamenti alle

banche. Il segretario generale della Fabi, Lando Maria


Sileoni, ricorda come talvolta, per un prestito si arrivi
a chiedere garanzie «fino a cinque volte superiori l'im-

porto iniziale. Non vengono quasi mai finanziate le


idee degli imprenditori, così come invece avviene negli
Stati Uniti e dei paesi anglosassoni».

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DENUNCIA DELLA FABI


In un anno 45 miliardi


di crediti in meno


GRUPPO ROCCA


Abu Dhabi, contratto


Tenaris da 1,9 miliardi


Fabi. Il sindacato


dei bancari punta
il dito contro la

sforbiciata dei


crediti alle Pmi


Tenaris.
Il gruppo si è

aggiudicato un


nuovo contratto
ad Abu Dhabi

Trimestre deludente L Brands, società che controlla


il noto marchio di lingerie Victoria’s Secret. Il titolo


ieri è arrivato a perdere oltre l’% e da inizio anno
ha lasciato sul terreno di Borsa quasi il %.

Le azioni stanno pagano la performance negativa


proprio di Victoria’s Secret. Il gruppo ha
chiuso il trimestre al  agosto con , mi-

lioni di dollari di utili, o  centesimi ad


azione, contro i  milioni, o  centesimi ad
azione, dello stesso periodo dell’esercizio

precedente. In quello che per l’azienda è sta-


to il secondo trimestre fiscale, i ricavi sono
scesi a , miliardi da , miliardi. Il fattu-

rato generato dal marchio di biancheria in-


tima è calato del % annuo a , miliardi.
Nella call a commento dei conti, il gruppo ha

spiegato che nei negozi di Victoria’s Secret
ci sono ancora capi vecchi e già scontati. I

nuovi articoli sono attesi in autunno. Il di-


rettore finanziario ha preannunciato un
nuovo approccio di marketing. Victoria’s Secret

sembra avere perso numerose clienti che hanno pre-


ferito prodotti rivali che privilegiano il comfort. I
dettagli riguardo la performance della controllata

arriveranno il  settembre durante l’investor day.


—R.Fi.
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MODA


Victoria’s Secret in crisi,


diminuiscono le vendite


Lingerie.
Un negozio

Victoria’s Secret:


deludono
le vendite

Scontro sul riassetto.
Mediaset, nuovo
affondo contro Vivendi

Crediti deteriorati


garantiti


(Oltre 7 anni
di deterioramento)

Anno e percentuale di copertura minima sui crediti deteriorati (Npe) indicata da Francoforte


Nota: Incremento annuale nel coverage pari al 10 - Fonte: SSM

NPE RATIO
NETTO < 5%

NPE RATIO
NETTO 5-12,5%

NPE RATIO
NETTO > 12,5%

Crediti deteriorati


non garantiti
(Oltre 2 anni

di deterioramento)


50% 40%


2020 2020 2020


60%


2024 2025 2026


100% 100% 100%


2023 2024 2025


100% 100% 100%


70% 50%


2020 2020 2020


60%


Le linee guida della Bce sugli Npe: banche europee divise in tre fasce


LO STOCK DI 600 MILIARDI IN PANCIA AGLI ISTITUTI


Per svalutare i vecchi Npl


arriva il target personalizzato


Le banche suddivise in tre:


Intesa e UniCredit


figurano nella prima fascia


Luca Davi


L’indicazione, riservata, era arri-


vata alle banche nei mesi scorsi,
tramite lettere confidenziali. Ora

però la Vigilanza europea alza il


velo sul senso di quelle comuni-
cazioni e fa così chiarezza defini-

tiva sul tema del calendar provi-


sioning, ovvero le svalutazioni
prudenziali automatiche da ap-

portare sullo stock dei crediti de-


teriorati. E spiega nel dettaglio
quali sono le sue aspettative sul

trattamento di un fardello di Npe


che vale, di fatto, circa  miliar-
di di euro. Non proprio briciole,

insomma.


Le linee guida sugli accantona-
menti relativi all’esistente am-

montare di crediti non perfor-


ming sono state pubblicate ieri,
nell’ambito dellla comunicazione

(si veda articolo in pagina) relati-


va al chiarimento su un altro “ge-
nere” di accantonamenti, ovvero

quelli sulle future esposizioni de-


teriorate. In questo quadro, l’Ssm
ha diffuso una nota tecnica. Il cui

contenuto va nella direzione co-
nosciuta dalle banche, e cioè della

necessità di una svalutazione


progressiva da realizzare tra il
 il  su tutti i crediti dete-

riorati detenuti in portafoglio, a


seconda delle singole “anzianità”
e delle tipologie dei crediti (si ve-

da tabella in pagina).


Il documento - che conferma
quanto anticipato da Il Sole 

Ore lo scorso  e  gennaio -


spiega in particolare i criteri se-
guiti per la suddivisione delle

banche europee e dei relativi


obiettivi da raggiungere in ter-
mini di svalutazione. Di fatto, la

Vigilanza europea ha distinto gli


istituti europei in tre macro
gruppi, a seconda del peso degli

Npl in portafoglio. Il primo è
quello delle banche con un rap-

porto tra crediti deteriorati netti


sul totale (Npe ratio netto) infe-
riore al %; il secondo con un

Npe ratio netto compreso tra il 


e ,%; il terzo con Nper ratio
netto superiore al ,%.

In una prima fase, specifica la


stessa Bce, per inserire le banche
nelle fasce di competenza sono

stati considerati i dati di bilancio


di fine . Per ogni gruppo, è
stato previsto un percorso gra-

duale differente, sebbene per tut-


ti sia stato fissato un unico palet-
to temporale di partenza, il ,

da cui Bce inizia a prevedere de-
terminati livelli di copertura mi-

nimi. Il punto di arrivo per tutti


rimane quello di una copertura al
%, ma con scadenze differenti

a seconda della tipologia dei cre-


diti (se garantiti o meno) e, ap-
punto, dell’ammontare degli Npe

e della forza della banca.


Nel documento, la Vigilanza
spiega anche che in una seconda

fase è stata effettuata una valuta-


zione delle capacità dei singoli
istituti di sopportare il potenzia-

le impatto del calendar provisio-
ning. Nel momento della diffu-

sione delle lettere, la prima fa-


scia di banche (che prevede
aspettative di una copertura mi-

nima del % nel  sui garan-
titi, che dovrà arrivare al %

nel ) comprendeva ad esem-


pio UniCredit e Intesa Sanpaolo.
Nella seconda fascia (con richie-

sta di copertura minima al % al


 sui garantiti) sarebbero
rientrate le banche intermedie,

con una capacità più contenuta


di coprire i crediti non perfor-
manti: tra queste, a quanto risul-

ta al Sole, ci sarebbero Ubi, Ban-


coBpm e Bper.
Non è chiaro se questi corretti-

vi riguardino anche le banche ita-


liane e, nel caso, quali in partico-
lare. Tuttavia il messaggio fornito

ieri da Bce è chiaro. E va nella di-


rezione di un certo pragmatismo,
per far collimare i target di svalu-

tazione progressiva con le capa-


cità degli istituti di poterli rag-
giungere. Per fare ciò, Bce ha in-

fatti effettuato revisioni detta-


gliate da parte dei singoli team di
vigilanza (joint supervisory te-

am), dedicando «particolare at-


tenzione» ai casi più critici, quelli
in cui le banche mostravano po-

tenziali difficoltà nel raggiungi-


mento degli obiettivi di svaluta-
zione dei crediti entro le date sta-

bilite. Sul piatto della bilancia so-
no finite anche valutazioni

relative ad eventuali ristruttura-


zioni o transazioni in corso. E,
dopo analisi approfondite, gli

ispettori hanno anche apportato


«una serie di adeguamenti alla
classificazione iniziale di alcuni

gruppi», si legge nella nota, spo-


stando in avanti (o indietro) le
banche nelle singole fasce. Un ap-

proccio specifico banca per ban-


ca, insomma, che dovrebbe aver
reso il calendar provisioning -

che rimane pur sempre una me-


dicina da ingoiare - un po’ meno
amaro.
Fonte: Bce © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stock lordo in miliardi di €


1.


587


0

200

400

600

1.

800

12/2014 3/


Gli Npl nelle banche europee


ROBERTO
GUALTIERI
Presidente
Commissione
Economia
del Parlamento
Europeo

I COMMENTI


«Una vittoria dell’Europarlamento


ma anche - in questo caso - della
capacità dell’Italia di fare sistema»

ANTONIO
PATUELLI
Presidente
dell’Associazione
bancaria italiana

«È un importante passo avanti


verso un più chiaro quadro


europeo che necessitava di


maggiore certezza del diritto»


L’ANTICIPAZIONE


IL SOLE 24 ORE
19 gennaio 2019
PAG. 11

Sul Sole Ore dello scorso 


gennaio, l’anticipazione delle
lettere riservate inviate da Bce

alle banche europee contenenti le


indicazioni temporali per la
svalutazione dei crediti

deteriorati in portafoglio. Nel
complesso, la Bce, ha chiesto

l’azzeramento dei crediti


deteriorati entro il  per tutte
le banche.

8 Sabato 19 Gennaio 2019 Il Sole 24 Ore
Finanza
Mercati
Npl, ecco tutte le scadenzeche la Bce impone alle banche
CREDITO E REGOLE Gli istituti sono stati divisiin tre categorie: ai più virtuosi chieste coperture rapide
Accantonamenti crescenti tra   e   sui garantiti deteriorati da oltre sette Luca Davianni
Emergono nuovi dettagli sulle lettereinviate dalla Bce alle banche europee,ovvero le bozze sui requisiti pruden-ziali (Srep) che contengono indicazio-ni riservate sui maggiori accantona-menti da fare sui crediti deteriorati. A quanto risulta al Sole  Ore da
più fonti, la Vigilanza europea ha sud-diviso gli istituti europei con un livellorilevante di Npe (Non performing exposure) in tre macro-fasce, a se-conda della capacità di coprire i creditideteriorati e del peso dello stock sul totale crediti. Fatti salvi gli istituti con
un livello di Npe ritenuto basso (spe-cie del centro e Nord-Europa), per tut-ti gli altri c’è un paletto temporale di partenza, il ……, da cui Bce inizierà aprevedere determinati livelli di coper-tura minimi. Il punto di arrivo per tuttirimane quello di una copertura al
‡……%, ma con scadenze differenti a seconda della tipologia dei crediti (segarantiti o meno) e, appunto, dell’am-montare degli Npe e della forza dellabanca. Una valutazione che di fatto, come anticipato dal Sole Ore mar-tedì scorso, viene fatta banca per ban-
ca e che, nel suo orizzonte massimo,almeno per le banche più fragili, pre-vede il …‹ come termine finale. La policy, in particolare, interessa i credi-ti deteriorati da più di sette anni se ga-rantiti, e da più di due anni se non ga-rantiti. Va detto che quelle tracciate da
Francoforte nelle bozze Srep inviate adicembre sono indicazioni non vinco-lanti, e che dovranno essere discussee declinate singolarmente in vista del-la versione finale da recapitare a finegennaio. Per questo motivo ogni isti-tuto potrebbe avere margine per con-
quistare, nel dialogo con gli ispettori,variazioni o slittamenti. Da quanto raccolto dal Sole, loschema di massima della Bce prevededunque una prima fascia di banche che raccoglie gli istituti europei in grado di sostenere senza particolare
problemi i maggiori accantonamentie il cui peso dei non performing è tutto

sommato contenuto. In questo caso,le aspettative degli ispettori prevedo-no una copertura minima del ‹…% en-tro fine …… sui crediti garantiti, co-pertura che dovrà crescere gradual-mente ogni anno per arrivare al ‡……%
nel …. Sui non garantiti, l’acconta-mento minimo è del “…% a fine ……per arrivare al ‡……% nel …”. È questoil caso di una banca come UniCredit,che ha già confermato il … come ladeadline indicata da Bce per comple-tare gli accantonamenti, e che può
contare su una copertura dello stockdi Npe già molto elevata. Tra le italia-ne, a quanto risulta al Sole, in questafascia rientrerebbe anche IntesaSanpaolo, che ha già evidenziato co-me gli impatti sugli obiettivi del Pianod’impresa non siano significativi.
Nella seconda fascia sono invece ri-comprese le banche con una capacità più contenuta di coprire i crediti non performanti, vuoi perché l’Npe ratio dipartenza è maggiore, vuoi perché la for-za patrimoniale per ridurlo è più conte-nuta. In questo caso si parte da una ri-
chiesta di copertura minima al š…% al …… sui garantiti, mentre l’orizzonte per completare gli accantonamenti slit-ta di un anno, al …š rispetto alle ban-che di prima fascia. Per gli Npe unsecu-red, l’aspettativa è che le coperture mi-nime siano al ‹…% a fine ……, per arri-
vare al totale al …. In questa classe dovrebbero essere ricomprese diversebanche europee tra cui alcune italianeche hanno già sottolineato come l’im-patto della misura Bce sia contenuto. Tra queste, a quanto risulta al Sole, ci sarebbero Ubi, BancoBpm e Bper.
Il terzo macro-gruppo ricompren-de invece le banche che devono fare illavoro più consistente sul fronte dei non performing. A queste banche Francoforte ha concesso di abbassarel’asticella minima al …% a fine …… sui crediti garantiti da collaterale, per
allungare a sette anni, al …‹, il ter-mine massimo per la piena copertura.Sugli unsecured si va da un minimo del š…% al ……, per chiudere il tuttonel …š. In questo gruppo è compre-sa Mps, che ha già rivelato il contenutodella propria bozza Srep. A livello eu-
ropeo nella fascia ” ricadrebbero di-verse banche in condizione di critici-tà, in particolare nell’Est-Europa, in Irlanda e in Grecia. Non è escluso chesia il …, per le banche di prima fa-scia, così come il …‹, per quelle piùdeboli, siano asticelle variabili, da an-
ticipare (per le banche più perfoman-ti) o posticipare per quelle più fragili.á© RIPRODUZIONE RISERVATA@lucaaldodavi

Crediti deterioratigarantiti (Oltre 7 annidi deterioramento)Anno e percentuale di copertura minima sui crediti deteriorati (Npe) indicata da Francoforte

(*) elevata capacità di fare accantonamenti; (**) capacità intermedia di fare accantonamenti; (***) minore capacità di fare accantonamenti - stock elevato di Npl

PRIMA FASCIA *SECONDA FASCIA **TERZA FASCIA ***
Crediti deterioratinon garantiti (Oltre 2 annidi deterioramento)70%

50%
50%

(^202020202020) 40%
202020202020
202420252026
202320242025
60%
100%100%100%
100%60%100%100%
Le linee guida della Bce sugli Npe: banche europee divise in tre fasce Al mercato non importa di chi è la colpa, la questione è chela situazione in Telecom così com’è non va e, poiché nonsi vede come se ne esca, meglio vendere e aspettare tempimigliori. Così le prime indicazioni su come si è chiuso il …‡ž e sulle prospettive di quest’anno sono state accoltein Piazza Affari con un diluvio di vendite (è girato il ,“% delcapitale ordinario, quattro volte la media dell’ultimo mese)
che ha riportato le quotazioni a …,žŸ euro, con un calo del“,%. Dal consiglio di giovedì è uscita l’anticipazione cheil …‡ž si chiuderà male per il mercato domestico - che pesaper oltre l’ž…% sui margini del gruppo - con un Ebitda incalo “mid single digit”, cioè intorno al š%, mentre il pianopresentato a marzo dal precedente ad Amos Genish preve-deva una crescita media annua del -”% (“low single digit”)
nel …‡ž-……. Se il settore sperava che la fusione tra Winde ” avrebbe posto fine alla pressione sui prezzi almeno nelmobile, l’irrompere sulla scena dell’operatore low cost Iliad non è stata invece indolore e in più l’incumbent si ètrovato a fronteggiare l’inedita (fino a pochi anni fa) con-correnza sulla rete fissa, da parte di Open Fiber. Tutto ciò- ha avvvertito il cda - non mancherà di condizionare anche
il …‡Ÿ, perlomeno il primo semestre.scita, seppur moderata, è ribaltata, Telecom sitrova nel bel mezzo di uno scontro incande-scente tra i suoi azionisti, con l’assemblea delŸ marzo che dovrà votare anche sulla richie-sta di revoca di cinque amministratori in quotaIn una situazione dove la prospettiva di cre-
Elliott avanzata da Vivendi e la sostituzionecon altrettanti candidati indicati dai francesiche però non hanno legami diretti col primoazionista. Che passi o non passi l’ennesimorimpasto del cda, la situazione rischia di resta-re irrisolta con la “mission impossible” perchiunque sia al timone di impostare una stra-
tutto e ripartire su nuove basi con un board che faccia spa-zio anche alla Cdp, la quale aveva motivato il suo investi-mento vicino al š% con la volontà di ridare stabilità al grup-po, un obiettivo allo stato ben lungi dall’essere raggiunto.C’è chi comincia a chiedersi se non sia meglio azzeraretegia di ampio respiro al riparo dalla conflit-tualità dell’azionariato.
Nessuno però ha fatto sua la proposta. Solo Asati, l’asso-ciazione dei piccoli azionisti/dipendenti presieduta da Franco Lombardi, continua a insistere nel sollecitare unaccordo tra i contendenti con un ruolo attivo della Cdp, mentre i sindacati denunciano la latitanza del Governo.reiterare il giudizio sell (vendere), sottolineano che ci sonoIntanto il mercato fa i suoi conti. Gli analisti di Ubs, nel
tre temi da affrontare urgentemente: ‡) migliorare e stabi-lizzare la governance; ) raggiungere un compromesso colGoverno sulla rete, minimizzando il più possibile la dilui-zione della presenza Telecom nel business wholesale; ”)la ricapitalizzazione della compagnia. Tema quest’ultimofinora considerato tabù, ma del resto l’Ebitda flette, il debi-to resta sempre lì e gli investimenti sono necessari per il
futuro. Ma la domanda è: può il dibattito su un’azienda chedetiene attività dichiarate strategiche per il Paese restarerelegato al battibecco tra soci in lite? Vivendi ieri ha accusa-to il consiglio a maggioranza Elliott di aver diffuso dati pertirare la croce su Genish. Telecom ha replicato che l’anda-mento è «il risultato di un piano e di un amministratore delegato indicati a suo tempo da Vivendi».
—Antonella Olivieri© RIPRODUZIONE RISERVATA
UBS ROMPE IL TABÙ RICAPITALIZZAZIONE Telecom crolla in Borsa LA CONTESA VIVENDI-ELLIOTT mentre si accende^
la polemica sui risultati
-7,2 IL CALO DI IERIA PIAZZA AFFARI Il titolo Telecom Italia ha ceduto ieri oltre il 7% in Borsa dopo le indicazioni
emerse dal cda di giovedì di risultati deludenti sul mercato domestico
Green Arrow Capital lancia un nuovo fondo specializzatoin Npl legati a leasing auto, navale, strumentale, crediti alconsumo e commerciali. La Gac guidata da Eugenio De Blasio ha presentato il fondo Special Credit Situation, conun obiettivo di raccolta iniziale di …… milioni. «Il settoreoffre molto opportunità di rendimento - spiega il vicepre-
sidente di Gac, Stefano Russo -. L’obiettivo è acquistare crediti, sia performing che non performing, dalle societàdi finanziamento delle case automobilistiche, come Fca bank o Bmw bank per fare qualche esempio». auto targate ha prospettive di recupero elevate: il “š% ri-spetto all’esposizione totale, contro il ‹‹, per cento dei Dalla presentazione fatta ieri emerge come il leasing su
leasing immobiliari. All’evento ha preso parte anche Alexandre de Rothschild (chairman Rothschild & Co, nelcui board siede Luisa Todini, presidente di Gac). Sulla pos-sibilità che nuovi rischi arrivino dal settore bancario italia-no Rothschild ha detto :«Negli ultimi anni le banche hannosignificativamente ridotto l’esposizione ai rischi e la leva.Per questo motivo mi sento di dire che bisogna avere fidu-
cia nella solidità del sistema bancario». © RIPRODUZIONE RISERVATA—L.Ser.
Sconto dall’Eba sugli investimenti in private equityGreen Arrow lancia fondo per gli Npl sul leasing OBIETTIVO RACCOLTA 200 MILIONI
Alessandro PlaterotiGli investimenti «strategici e com-merciali» delle banche nei fondi diprivate equity non dovranno più esse-re obbligatoriamente considerati co-me «asset ad alto rischio» ai fini delle
regole sull’assorbimento di capitale.Per il sistema bancario e finanziario,la svolta non è di poco conto. Le ban-che, come stabilito nelle riforme di Basilea, sono state obbligate finora acontabilizzare qualunque investi-mento nei fondi di private equity co-
me «esposizione su attività ad alto ri-schio» e quindi ad altissimo assorbi-mento di capitale: basti pensare che il
fattore di ponderazione applicato suquesta tipologia di investimenti è pari- e spesso anche superiore - al ‡š…% del valore dell’esposizione in bilancio.A deciderlo è stata l’Agenzia ban-caria europea fino al …‡ž guidata
dall’italiano Andrea Enria, che dopouna lunga consultazione con tutte leauthority nazionali ha diffuso le nuove «Linee guida finali sul tratta-mento delle esposizioni associate adattività ad alto rischio», una tipologiafinora fortemente penalizzata dal
CRR, il Regolamento europeo sui Re-quisiti patrimoniali. Per avereun’idea della forbice del rischio, bastipensare che il fattore di ponderazio-ne per l’esposizione verso impresesenza rating è ora del ‡……%, mentreè del “š% per le esposizioni sul mer-
cato retail e del ‡……% per le esposi-zioni su titoli azionari.Nell’articolo ‡ž del CRR (secondoparagrafo) sono stati fissati infatti siai parametri per stabilire il grado di pe-
ricolosità di un’esposizione verso ifondi, sia la tipologia degli operatoriconsiderati strutturalmente «ad altorischio». Oltre ai fondi di private equi-ty, sono considerati «molto pericolo-si» anche i fondi di venture capital, gli
hedge fund e i fondi immobiliari di ti-po speculativo: per questa categoria,il fattore di ponderazione minimo percalcolare l’assorbimento di capitale èpari al ‡š…% del valore in bilancio. Per l’Eba, la caratteristica delleesposizioni nei fondi private equity è
quella di restare a lungo nei bilanci delle banche «con l’obiettivo di gene-rare un profitto attraverso, per esem-pio, un leveraged buyout, un’offerta pubblica iniziale o qualsiasi altro mo-do di vendere il capitale netto». Se la banca ha l’intenzione di sviluppare
una reale relazione strategica con il fondo in cui ha investito, «l’esposizio-ne non è più soggetta al parametrominimo del ‡š…%». Quest’ultimo puòancora essere assegnato alla classe di
attività ad alto rischio per altri motivi,ma non deve più essere considerato automaticamente come un investi-mento in private equity. Per quanto riguarda la nozione diinvestimenti in società di venture ca-
pital, le linee guida chiariscono che ciòinclude le esposizioni verso operatoriche forniscono finanziamenti a im-prese di nuova costituzione, finanzia-menti per lo sviluppo e la commercia-lizzazione di un nuovo prodotto o perl’espansione dell’attività d’impresa.
Tali definizioni si applicano agli inve-stimenti diretti e ogni volta che l’ap-proccio «look-through» è utilizzato per le esposizioni relative all’acquistodi titoli azionari o di quote in fondi diinvestimento collettivo ( OIC). Per quanto attiene invece il più ge-
nerale rapporto diretto tra banche e imprese, e in particolare le relazioni con le piccole e medie imprese, l’Ebaha chiarito un punto di fondamentaleimportanza per l’intero sistema: in via
di principio, l’authority ha stabilitoche i prestiti e gli investimenti alle Pmi non andrebbero consideratisempre come «speculativi o specializ-zati», e quindi strutturalmente ad «al-to rischio nel calcolo dell’assorbimen-
to di capitale. «Le Pmi - ha scritto la stessa Eba nel suo documento - han-no un ruolo fondamentale nel sup-porto e nella crescita dell’econo-mia: le banche devono tenerne conto,e la valutazione delle esposizioni allePmi non deve incidere negativamente
sul loro finanziamento».Nel suo complesso, dunque, la ma-novra dell’Eba rappresenta un passoimportante sotto più profili: da un la-to, dovrebbe consentire alle banche diliberare dal bilancio risorse aggiunti-ve da investire nell’economia reale, e
dall’altro dovrebbe incentivare un maggior numero di «relazioni strate-giche» di stampo industriale tra ban-che e fondi di private equity.© RIPRODUZIONE RISERVATA
BANCHE Le esposizioni nei fondinon vanno più contabilizzate come «asset ad alto rischio»
DOPO IL DECRETO Carige prepara bond garantiti
Bruxelles concedeil via libera: in arrivo due emissioni per miliardiIl primo passo è pronto per essere
mosso. Banca Carige mette in rampadi lancio le sue prime obbligazioni garantite dallo Stato, come previstodal Decreto varato dal Governo nellescorse settimane. La Commissione europea ha dato ieri il via libera alpiano di sostegno pubblico, definen-
dolo «in linea con le regole sugli aiutidi Stato». Così, probabilmente giàsettimana prossima (condizioni di mercato permettendo e completati inecessari adempimenti tecnici), l’istituto ligure scenderà sul mercato.La banca ha chiesto al ministero del-
l’Economia il rilascio di garanzie perpoter emettere obbligazioni per  mi-liardi complessivi (sui ” resi possibilidal Decreto). I bond saranno due, con
scadenze a ‡ e ‡ž mesi.Le garanzie statali si sono rese ne-cessarie per aiutare Carige a racco-gliere fondi su un mercato in genera-le difficile per tutte le banche italianee nello specifico proibitivo per quellepiù deboli come Carige. Ultimamen-
te, grazie al calo dello spread tra BTpe Bund a “ punti base dai ””… toc-cati pochi mesi fa, il clima sul mercatoobbligazionario è un po’ migliorato.Settimana scorsa Credem ha emessoun covered bond (garantito non solodalla banca ma anche da mutui) con
successo, ma ha dovuto pagare unrendimento abbastanza elevato (Ÿš punti base sul tasso swap). Il mercatosi sta dunque tranquillizzando, manon abbastanza. Per questo per Cari-ge è necessaria la garanzia pubblica,in modo da poter trovare investitori
sul mercato disposti a comprare isuoi bond a tassi d’interesse che nonsiano insostenibili.La Commissione europea ieri ha
autorizzato la garanzia pubblica per-ché l’ha giudicata «mirata, propor-zionata e limitata nel tempo e nel-l’ampiezza». Bruxelles chiede, comeprevede lo stesso Decreto varato dalGoverno, che entro due mesi venga varato un piano di ristrutturazione.
Ma la banca ligure è già in linea con questa richiesta, dato che il piano èprevisto entro febbraio. Poi servirà un aumento di capitale, auspicabil-mente da realizzare sul mercato. Se non fosse possibile - come prevede lostesso decreto - potrebbe intervenire
lo Stato con una ricapitalizzazioneprecauzionale. Ma questa è solo l’ex-trema ratio. Il paracadute finale. An-cora evitabile. E prematuro. Su unpunto Carige però già ieri ha messo lemani avanti: si riserva infatti la facol-tà di attivare l’ulteriore garanzia di un
miliardo di euro per emettere ulte-riori bond in futuro.© RIPRODUZIONE RISERVATA—My.L.
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