Il Sole 24 Ore - 23.08.2019

(Jacob Rumans) #1

Il Sole 24 Ore Venerdì 23 Agosto 2019 23


Norme & Tributi


Test di congruità per le spese di rappresentanza


DEDUZIONI E DETRAZIONI


Paletti rigidi per lo sconto


dei costi sostenuti


per intrattenere i clienti


Pagina a cura di


Luca De Stefani


Per la festa, rivolta ai clienti e destina-


ta a celebrare i  anni di attività, in cui


vengono «anche» presentati i prodot-


ti o i servizi aziendali, sono deducibili


come spesa di rappresentanza i costi


sostenuti per «l’intrattenimento» (fra


cui, ad esempio, il costo del complesso


musicale, dello spettacolo o del bi-


glietto di entrata al museo o al teatro


dove si svolge l’evento). Sono, invece,


deducibili al % i costi per le sommi-


nistrazioni di alimenti e bevande e le


eventuali prestazioni alberghiere e


completamente deducibili i costi di


viaggio dei clienti.


Si ricorda che le spese di rappre-


sentanza relative a beni («propri» o


«non propri») di «valore unitario» su-


periore a  euro, ovvero quelle per i


servizi di terzi di qualunque valore,


sono deducibili (con le eventuali altre


limitazioni del Tuir, come, ad esem-


pio, la deduzione solo al %, prevista


dall’articolo , comma , del Tuir,


per le spese relative a prestazioni al-


berghiere e a somministrazioni di ali-


menti e bevande, diverse da quelle


dell’articolo , comma  del Tuir), so-


lo nel caso in cui, contemporanea-


mente:


rispettino i tre «requisiti di inerenza»


stabiliti dal Dm  novembre ,


quali la «gratuità», la «finalità promo-


zionale» o di «pubbliche relazioni» e la


ragionevolezza o la coerenza;


rispettino cumulativamente i «re-


quisiti di congruità», in base al cosid-


detto «plafond di deducibilità», com-


misurato ai ricavi e proventi della ge-


stione caratteristica dell’impresa (vo-


ce A. e A. del Conto economico) e


scaglionato come l’Irpef: ,% fino a 


milioni di euro di ricavi, ,% per la


parte eccedente  milioni e fino a 


milioni di euro e ,% per la parte ec-


cedente  milioni di euro (articolo


, comma , del Tuir).


Sono sempre spese di rappresen-


tanza (quindi, non indeducibili in as-


soluto, ma «scontabili» con il «test di


congruità» e le altre regole del Tuir),


le «spese di intrattenimento» rivolte


ai clienti (fra cui il costo del complesso


musicale), se sostenute, ad esempio,


durante le feste, i ricevimenti e altri


eventi di intrattenimento organizzati


in occasione di «ricorrenze aziendali


o di festività nazionali o religiose», co-


me per il patrono del Comune o per i


 anni di attività.


Le «spese di ospitalità» (cioè di


«viaggio, vitto e alloggio») rivolte ai


clienti, anche potenziali e sostenute


durante i suddetti eventi e a determi-


nate condizioni (ad esempio, se c’è la


presentazione dei prodotti o dei servi-


zi aziendali), possono, tuttavia, non


essere classificate come di rappresen-


tanza. La circolare dell’Istituto di ri-


cerca dei Dottori commercialisti 


aprile , n. , paragrafo , ha trat-


tato, infatti, il caso dei «ricevimenti


organizzati in occasione di ricorrenze


aziendali», in cui sono ospitati clienti


dell’impresa, ai quali nel corso del-


l’evento viene «anche presentato in


anteprima il nuovo catalogo dei pro-


dotti oggetto della propria attività». In


questo caso, le «spese di ospitalità»


sostenute durante questi eventi non


sono di rappresentanza, ma deducibi-


li con i criteri generali di inerenza del-


l’articolo  del Tuir (quindi, al %


per la cena e l’albergo).


La cena aziendale al ristorante (ad


esempio, di Natale) rivolta ai dipen-


denti, non è, infine, di rappresentan-


za, perché manca la «finalità promo-


zionale», è il suo costo, dopo essere


stato abbattuto del % (articolo ,


comma , del Tuir) deve anche fare i


conti con l’articolo , comma , del


Tuir, secondo il quale la spesa non


può superare il  per mille del costo


del personale.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Terza e ultima puntata


La prima, sulle spese di trasferta, è stata


pubblica il 21 agosto; la seconda, su servizi


mensa, vendite promozionali e la prima


parte di beni e servizi omaggiati, è stata


pubblicata ieri


SERVIZI OMAGGIATI: «SPESE DI INTRATTENIMENTO» E «SPESE DI OSPITALITÀ»


TIPOLOGIA DI SPESA SOGGETTO FRUITORE DETRAZIONE DELL'IVA DEDUCIBILITÀ DEL COSTO

«Spese di intrattenimento» e «di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto


e alloggio»): le «spese per viaggi turistici», in occasione dei quali
sono “programmate e in concreto svolte significative attività

promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio


costituisce oggetto dell'attività caratteristica dell'impresa” (articolo 1,
comma 1, lettera a, decreto ministeriale 19 novembre 2008)

Fruitori del servizio: indifferentemente


solo clienti oppure anche altri soggetti


L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,


come definite» dal Tuir, è indetraibile
(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h, dpr

633/72)


Queste «spese di intrattenimento» e «di


ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio»)
sono di rappresentanza , anche se sono rivolte

solo ai clienti (circolare 13 luglio 2009, n. 34/E,
paragrafo 6.1.2). Quindi, per la relativa deduzione

si veda la nota 2


«Spese di intrattenimento» : le “spese per feste, ricevimenti


e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione”


di « ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose»
(articolo 1, comma 1, lettera b, decreto ministeriale 19 novembre

2008). Ad esempio, la cena di Natale o per festa per i 50 anni di attività


Fruitori del servizio: indifferentemente solo


clienti oppure anche altri soggetti


L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,


come definite» dal Tuir, è indetraibile
(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,

dpr 633/72)


Queste «spese di intrattenimento» sono di


rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione
si veda la nota 2)

Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio») durante


“ ricevimenti organizzati in occasione di ricorrenze aziendali , in cui"
sono "ospitati clienti dell’impresa, ai quali, durante l’evento, sia anche

presentato in anteprima il nuovo catalogo dei prodotti oggetto della
propria attività ” (circolare dell’Istituto di ricerca dei Dottori

commercialisti 27 aprile 2009, n. 9, paragrafo 3)


Fruitori del servizio: solo clienti L'Iva è detraibile , perché non sono «spese


di rappresentanza» (articolo 19 bis1,
comma 1, lettera h, dpr 633/72)

Queste «spese di ospitalità» non sono di


rappresentanza (circolare dell’Istituto di ricerca
dei Dottori commercialisti 27 aprile 2009, n. 9,

paragrafo 3) (quindi, per la relativa deduzione
si veda la nota 4; per il documento probatorio,

si veda la nota 1)


«Spese di intrattenimento» : le “spese per feste, ricevimenti e altri


eventi di intrattenimento organizzati” in occasione


« dell'inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell'impresa»
(articolo 1, comma 1, lettera c, decreto ministeriale 19 novembre

2008), quindi, anche per nuove strutture di vendita
(Assonime 9 aprile 2009, n. 16)

Fruitori del servizio: indifferentemente


solo clienti oppure anche altri soggetti


L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,


come definite» dal Tuir, è indetraibile
(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,

dpr 633/72)


Queste «spese di intrattenimento» sono di


rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione si
veda la nota 2)

Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio») durante
« l'inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell'impresa»

Fruitori del servizio: solo clienti L'Iva è detraibile, perché non sono «spese
di rappresentanza» (articolo 19 bis1,

comma 1, lettera h, dpr 633/72)


Queste «spese di ospitalità» non dovrebbero
essere di rappresentanza (quindi, per la relativa

deduzione si veda la nota 4; per il documento
probatorio, si veda la nota 1)

«Spese di intrattenimento»: le “spese per feste, ricevimenti e altri
eventi di intrattenimento" e le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio,

vitto e alloggio») (risposta 1° febbraio 2019, n. 22), in occasione di


« mostre, fiere , ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi
prodotti dall'impresa» (articolo 1, comma 1, lettera d, decreto

ministeriale 19 novembre 2008)


Fruitori del servizio: indifferentemente solo
clienti oppure anche altri soggetti

L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,
come definite» dal Tuir, è indetraibile

(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,
dpr 633/72)

Queste «spese di intrattenimento» sono di
rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione

si veda la nota 2)


Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio»), in


occasione di « mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti
i beni e i servizi prodotti dall'impresa» (articolo 1, comma 1,

lettera d, decreto ministeriale 19 novembre 2008)


Verso soggetti non clienti o non


potenziali clienti, come ad esempio,
«vip e testimonial (attori e registi)»

o «giornalisti, docenti e studenti»
(risposta 1° febbraio 2019, n. 22)

L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,


come definite» dal Tuir,è indetraibile
(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,

dpr 633/72)


Queste «spese di ospitalità» sono di


rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione
si veda la nota 2)

Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio») durante
“mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti

i beni e i servizi prodotti dall'impresa” (articolo 1, comma 5,


del decreto ministeriale 19 novembre 2008)


Fruitori del servizio: solo clienti L'Iva è detraibile , perché non sono «spese
di rappresentanza» (articolo 19 bis1,

comma 1, lettera h, dpr 633/72)


Queste «spese di ospitalità» non sono di
rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione

si veda la nota 4; per il documento probatorio,
si veda la nota 1)

Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio») durante


“mostre, fiere, esposizioni ed eventi simili in cui sono esposti i beni
e i servizi prodotti dall'impresa” (articolo 1, comma 5, del decreto

ministeriale 19 novembre 2008)


In «maniera indistinta» sia a clienti
che ad altri soggetti

L’Iva relativa alle «spese di rappresentanza,
come definite» dal Tuir, è indetraibile

(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,


dpr 633/72)


Queste «spese di ospitalità» sono di
rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione

si veda la nota 2), come, ad esempio, “un buffet"


in occasione di una "fiera o di una mostra, al quale
partecipano sia i clienti, attuali o potenziali, sia

dipendenti, giornalisti o autorità invitate all’evento”
(circolare 13 luglio 2009, n. 34/E, paragrafo 6.1.2;

risposta 1° febbraio 2019, n. 22) ovvero se vengono


offerti a questi soggetti «in maniera indistinta»
“viaggi con mezzi collettivi”, come “aereo noleggiato

dall’impresa, pullman, ecc.”, per raggiungere l’evento


(Assonime 29 luglio 2009, n. 32)


Le «spese di ospitalità» (cioè di «viaggio, vitto e alloggio») durante
“visite a sedi, stabilimenti o unità produttive dell'impresa”

(articolo 1, comma 5, del decreto ministeriale 19 novembre 2008)


Fruitori del servizio: solo clienti L'Iva è detraibile , perché non
sono «spese di rappresentanza»

(articolo 19 bis1, comma 1, lettera h,


dpr 633/72)


Queste «spese di ospitalità» non sono di
rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione

si veda la nota 4; per il documento probatorio,


si veda la nota 1). Ad esempio, “una colazione di
lavoro, offerta ad un cliente in un ristorante

ubicato nei pressi della sede dell’impresa”


(circolare dell’Istituto Ricerca Dottori
Commercialisti 27 aprile 2009, n. 9, paragrafo 3)

(per il documento probatorio, si veda la nota 1)


SPESE DI PUBBLICITÀ


TIPOLOGIA DI SPESA SOGGETTO FRUITORE DETRAZIONE DELL'IVA DEDUCIBILITÀ DEL COSTO

Spese di pubblicità o propaganda , con l'obbligo di una delle parti
del contratto di "pubblicizzare e/o propagandare il prodotto, il

marchio, i servizi " dell'altra (risoluzione 17 settembre 1998, n. 148,


e circolare 13 luglio 2009, n. 34/E) (nota 3). Ad esempio,
la pubblicità sui cartelloni dello stadio comunale

Fruitori della pubblicità: clienti potenziali L'Iva è detraibile , perché non sono «spese
di rappresentanza» (articolo 19 bis1,

comma 1, lettera h, dpr 633/72)


Le spese di pubblicità o propaganda
(che non si possono più capitalizzare in bilancio,

civilisticamente) sono deducibili. Dal 1° marzo


2017, è stata eliminata la parte dell'articolo 108,
comma 2, Tuir, in cui si diceva che le "spese di

pubblicità e di propaganda" erano "deducibili
nell'esercizio" in cui fossero "state sostenute o

in quote costanti nell'esercizio stesso


e nei quattro successivi"


SPESE INERENTI


TIPOLOGIA DI SPESA SOGGETTO FRUITORE DETRAZIONE DELL'IVA DEDUCIBILITÀ DEL COSTO

Costo per l' affitto di una sala di un albergo o ristorante ,


comprensivo di coffee break (servizio accessorio all'attività
principale), per effettuare una riunione con i clienti per spiegare

il funzionamento di un prodotto aziendale o le modalità di


introduzione della fattura elettronica. Tutte queste attività
sono comprese nel contratto di vendita del prodotto aziendale

o della consulenza


Fruitori del servizio: solo client i L'Iva è detraibile , perché non sono «spese


di rappresentanza» (articolo 19 bis1, comma
1, lettera h, dpr 633/72), ma sono spese

inerenti all'attività tipica, trattandosi di servizi


compresi nel contratto con il cliente (quindi,
servizi non gratuiti). Se i servizi fossero rivolti

a clienti potenziali , invece, sarebbero una


spesa di rappresentanza, con Iva indetraibile


Il costo è deducibile , perché non sono «spese


di rappresentanza» , ma sono spese inerenti
all'attività tipica, trattandosi di servizi compresi

nel contratto con il cliente (quindi, servizi non


gratuiti). Se i servizi fossero rivolti a clienti
potenziali, invece, sarebbero una spesa di

rappresentanza (quindi, per la relativa deduzione
si veda la nota 2)

Il quadro delle regole per le imprese


La deduzione del costo e la detrazione dell'Iva dei servizi omaggiati («spese di intrattenimento» e «spese di ospitalità») e delle spese di pubblicità


(1) Ai fini della deduzione delle spese di ospitalità dei clienti o di altri soggetti , la deduzione è condizionata alla tenuta di “un' apposita documentazione dalla quale risultino anche le generalità dei soggetti ospitati, la durata e il luogo di svolgimento della manifestazione e la natura dei
costi sostenuti ” (articolo 1, comma 5, del decreto ministeriale 19 novembre 2008).
(2) Una spesa di rappresentanza è deducibile se rispetta i 3 «requisiti di inerenza» stabiliti dal decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 19 novembre 2008 (quali la «gratuità», le «finalità promozionali» o di «pubbliche relazioni» e la ragionevolezza o la coerenza) e se supera il «test
di congruità» dell’articolo 108, comma 2, Tuir, secondo il quale è deducibile nel limite annuo pari a 1,5% dei “ricavi e proventi della gestione caratteristica” delle imprese (voce A.1 e A.5 del Conto economico), fino a 10 milioni di euro di ricavi, allo 0,6% per la parte eccedente 10 milioni e fino a 50
milioni di euro e allo 0,4% per la parte eccedente 50 milioni di euro. Prima del «test di congruità», però, deve seguire tutte le altre eventuali regole del Tuir (ad esempio, la deduzione al 75% dell'imponibile comprensivo dell'Iva non detratta, per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di
alimenti e bevande, dell'articolo 109, comma 5, del Tuir).
(3) La principale caratteristica delle spese di rappresentanza è la loro "gratuità", cioè la “mancanza di un corrispettivo o di una specifica controprestazione da parte dei destinatari", mentre le “ spese di pubblicità sono conseguenti alla stipula di un contratto sinallagmatico tra due parti, la cui
causa va individuata, di regola, nell'obbligo di una di esse di pubblicizzare e/o propagandare il prodotto, il marchio, i servizi e, comunque, l'attività produttiva dell'altra che, a sua volta, si impegna ad una prestazione in denaro o in natura quale corrispettivo della prestazione ricevuta” (risoluzione
17 settembre 1998, n. 148, e circolare 13 luglio 2009, n. 34/E).
Le "spese di rappresentanza" hanno lo “scopo di accrescere il prestigio della società, senza dar luogo ad immediate ricadute sulle vendite, mentre le "spese di pubblicità e di propaganda" sono quelle “necessarie per informare i potenziali consumatori sulle caratteristiche dei prodotti, al fine
precipuo d'incentivarne la vendita” (Cassazione 6 marzo 2013, n. 5494). Le prime sono sostenute “per finalità di accrescimento del prestigio e dell'immagine dell'impresa”, mentre le seconde hanno lo scopo di reclamizzare i “marchi, i servizi e i prodotti” (Cassazione 5 marzo 2012, n. 3433).
Dal 2016, il “contribuente può interpellare l'amministrazione”, ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera a), della Legge n. 212/2000 (istanza di interpello “qualificatorio”), “in ordine alla qualificazione di determinate spese, sostenute dal contribuente, tra quelle di pubblicità e di propaganda ovvero
tra quelle di rappresentanza”.
(4) Le «spese di ospitalità» che non sono di rappresentanza, non sono soggette al «test di congruità» (articolo 1, comma 5, del decreto ministeriale 19 novembre 2008) e sono deducibili in base a tutte le altre eventuali regole del Tuir (ad esempio, al 75% del costo, al netto dell'Iva detratta, per
le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande, dell'articolo 109, comma 5, del Tuir).
Fonte: Studio De Stefani

Deducibili le spese di viaggio


degli invitati se vengono


presentati nuovi prodotti

Free download pdf