Il Sole 24 Ore - 23.08.2019

(Jacob Rumans) #1

4 Venerdì 23 Agosto 2019 Il Sole 24 Ore


Primo Piano


No alla Gronda, è già lite Pd-M5s


Poi Toninelli frena: si farà corretta


Costi-benefici. Scontro dopo il rapporto ministeriale. Morassut (Pd): segnale che non aiuta il dialogo


Noi vogliamo fare le opere strategiche. Nota dura di Aspi. Confindustria: irresponsabile comprometterla


Giorgio Santilli


Non era difficile prevedere che il no


dell’analisi costi-benefici del mini-


stero delle Infrastrutture alla Gronda
di Genova avrebbe scatenato la ba-

garre a tutto campo. Tutto il mondo


produttivo contro il ministro Toni-
nelli a difesa dell’opera da , miliar-

di, la concessionaria Aspi durissima
nella replica al ministro, il governato-

re della Liguria Toti pure («una rela-


zione patacca è l’ultimo colpo di co-
da»). E non manca neanche lo scontro

fra Ms e Lega che ha alimentato il co-


pione della politica degli ultimi  me-
si. Ma la partita politica esplosiva che

subito si infiamma e fa prefigurare


scenari futuri di altissima tensione è
quella fra Ms e Pd. Anche questa è

tradizionale, se si pensa alla Tav e al


Tap, ma ora si parla di due possibili
alleati di governo. Sul territorio se le

danno di santa ragione (si veda l’arti-


colo sotto) ma soprattutto la bagarre
piomba direttamente sulle trattative

romane per il nuovo governo, a con-


ferma che il matrimonio presenta
molte e pesanti aree di difficoltà.

In mattinata, a bagarre scoppiata,


Danilo Toninelli prova a metterci una
pezza. «La Gronda – dice – si farà e

grazie al lavoro istruttorio del Mit sarà


realizzata nei termini in cui è davvero
utile a Genova e a tutti i cittadini italia-

ni. La Lega taccia e badi a recriminare


contro se stessa, perché mandando al-
l’aria il Governo del cambiamento, ha

fatto harakiri e si è messa da sola fuori


dai giochi. Ora sarà il MS a condurre
avanti da solo le tante riforme e gli in-

terventi che servono a beneficio di tut-


to il Paese». Quello che il ministro non
dice è che i lavori previsti per il 

saranno destinati a slittare anni se bi-


sognerà modificare il progetto e rico-
minciare iter autorizzativi (compresa

la valutazione di impatto ambientale)


lunghissimi.
Dal Pd parte la bordata. A darla è il

più autorizzato a parlare sul tema nel-


la stagione Zingaretti: Roberto Moras-
sut, responsabile per le Infrastrutture

nella segreteria del partito, esperienza


di lungo corso nei settori delle opere
pubbliche e dell’urbanistica (è il padre

del piano regolatore veltroniano di


Roma). «Il Pd – dice – vuole un Paese
che cresca e in cui le opere necessarie

alla crescita si facciano. In un rapporto


condiviso con i territori, attraverso un
dibattito pubblico ma con delle deci-

sioni finali. La Gronda è una di queste


opere e secondo noi va fatta. La posi-
zione dell’ex ministro Toninelli, oltre

che inutile, è un segnale che non favo-


risce il dialogo per quel governo di
svolta e di riforme che noi chiediamo.

Ci domandiamo se queste affermazio-


ni sono isolate ed estemporanee ester-
nazioni dell’ex Ministro o la linea del

Movimento».


LE INTESE SUL DECRETO PER L’IMMUNITÀ


Nuova emergenza


Ilva: per salvarla serve


un altro Cdm


Carmine Fotina
ROMA

Un nuovo consiglio dei ministri,
in piena crisi. Non è un’ipotesi di

fantapolitica ma potrebbe essere


la soluzione per salvare l’ex Ilva
entro il  settembre, quando si

rischia che ArcelorMittal metta in


atto quanto preannunciato: fer-
mare l’attività in assenza di tute-

le legali. Secondo quanto rico-


struito dal Sole  Ore, le valuta-
zioni del Quirinale e di Palazzo

Chigi propenderebbero per la ne-


cessità che il governo, nell’ambi-
to del disbrigo degli affari cor-

renti, formalizzi direttamente in
cdm le intese politiche per il de-

creto che era stato approvato lo


scorso  agosto solo con la for-
mula «salvo intese».

La possibilità di una pubblica-


zione diretta e a stretto giro del
provvedimento in Gazzetta Uffi-

ciale, dopo passaggi tecnici, era


stata fatta filtrare da ambienti po-
litici la scorsa settimana, forse

anche per dare l’impressione che


il delicatissimo dossier fosse pie-
namente sotto controllo.

Il decreto sta diventando inve-


ce un caso forse senza preceden-
ti, indotto dalla clamorosa aper-

tura della crisi due giorni dopo il


passaggio del decreto in consi-
glio dei ministri. Il punto non ir-

rilevante è che per il varo defini-


tivo in cdm del provvedimento,
che contiene altre misure oltre a

Ilva, servirebbe la presenza an-


che dei ministri leghisti (per le
intese su materie di competenza

di Politiche europee, Turismo e


Funzione pubblica). Al momento
però i ministri del Carroccio nel

pieno delle consultazioni al Qui-


rinale non avrebbero fornito ga-
ranzie in merito. Proprio la Lega

aveva attuato un costante pres-
sing sul ministro dello Sviluppo

e leader dei Cinque Stelle Luigi Di


Maio per varare una norma che
fosse almeno una parziale retro-

marcia rispetto alla cancellazio-


ne tout court dell’immunità pe-
nale ed amministrativa per i ver-

tici Ilva inserita nel decreto cre-


scita dello scorso maggio.
I tempi sono strettissimi e per

non andare oltre il  settembre


molto dipende anche dall’evolu-
zione della crisi politica. Senza

questo cdm straordinario biso-


gnerebbe aspettare il primo
consiglio dei ministri di un

eventuale governo di garanzia


elettorale o di un nuovo governo
a trazione MS-Pd. In entrambi

i casi, ad ogni modo, l’approva-


zione delle norme ripartirebbe
ex novo e non sulla base del

«salvo intese» verbalizzato dal


precedente esecutivo.
L’incertezza è massima e come

se non bastasse al momento Arce-


lorMittal, in assenza di un testo
definitivo ed ufficiale, non si è

pronunciata sul contenuto della


nuova immunità (legata ai tempi


di esecuzione del Piano ambien-
tale senza riferimenti alla sicu-

rezza sul lavoro) né ha chiarito se


la consideri sufficiente per ritira-
re definitivamente l’ipotesi di

chiusura degli stabilimenti pa-


ventata in assenza di tutele.
La questione Ilva è la più ur-

gente ma non l’unica affrontata


con il decreto per le crisi azienda-
li. Il provvedimento interviene in-

fatti anche sulla crisi della Whirl-


pool di Napoli, finanziando con
 milioni nel  e , nel 

la decontribuzione per i contratti


di solidarietà, sulla crisi dell’ex


Alcoa con risorse per ridurre il co-
sto dell’energia, e su quelle della

Blutec (Termini Imerese) e del-


l’area di Isernia. Ma ci sono anche
le norme sulle tutele occupazio-

nali per i ciclofattorini (i cosid-


detti rider), sull’ampliamento del
personale del Mise che si dedica ai

tavoli di crisi, sulla proroga del


sussidio per circa . ex Lsu
(lavoratori socialmente utili) e

sulla stabilizzazione dei precari


dell’Anpal, l’agenzia per le politi-
che attive del lavoro.

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Stallo senza precedenti,


mecessaria la presenza


dei ministri leghisti


INDUSTRIALI IN CAMPO


Giovanni Mondini. «Analisi ambigua: così si perde tempo prezioso. Pronti alla mobilitazione»


Opera indispensabile per la città e per l’Italia


Marco Morino


G


iovanni Mondini, presiden-


te di Confindustria Genova,
storicamente primo tifoso

della Gronda, è diretto: «Co-


sa ne penso dell’analisi costi-benefici
del ministero Infrastrutture(Mit)? Co-

me industriali e convinti sostenitori


dell’opera, ci sentiamo presi in giro.
Questo documento non fa che au-

mentare la confusione e contribuisce


a far perdere ulteriore tempo».
Ha avuto modo di leggere l’analisi

costi-benefici del Mit?


Sì. Penso che sia un’analisi ambigua.
È un documento molto generico: da

un lato solleva dubbi sulla bontà del


progetto, dall’altro non indica delle
precise alternative. Si parla generica-

mente di perseguire opzioni infra-


strutturali più efficienti in termini tra-
sportistici, ambientali e finanziari,

che il ministero auspica possano, a


partire dallo studio effettuato, essere


continua: «Di tutto abbiamo bisogno


tranne che di creare nuovi alibi per im-
pedire o ritardare la realizzazione di

infrastrutture fondamentali per il ri-


pristino di una viabilità che consenta
a cittadini e imprese di recuperare li-

velli minimi di agibilità».


Infine c’è il capitolo dello scontro
fra Toninelli e Aspi. La concessionaria:

«L’analisi costi-benefici della Gronda



  • dice una nota – è caratterizzata da
    errori macroscopici, soluzioni tecni-


che irrealizzabili, valutazioni dei dati
del tutto arbitrarie che ritarda un pro-

getto valido». Autostrade per l’Italia


(gruppo Atlantia) rileva peraltro che a


ben leggere e nonostante «l’uso asso-


lutamente non corretto dei parame-
tri» le carte «l’analisi è positiva» e si

riserva azioni legali a propria tutela.


In serata la replica di Toninelli.
«Le dichiarazioni di Aspi – dice una

nota del Mit – sono venate di toni


inaccettabili da parte di chi dovrebbe
innanzitutto ricordare quali sono i

rispettivi ruoli: da una parte c’è lo


Stato concedente e dall’altra un con-
cessionario privato che gestisce pro

tempore un asset pubblico. Già solo


questo dovrebbe suggerire atteggia-
menti ben diversi».

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In ballo c’è la trattativa per il gover-


no ma anche un’opera che è stata for-
temente voluta dal Pd: l’accordo con

Bruxelles per garantirne il finanzia-


mento attraverso prolungamento del-
la concessione porta la firma di Gra-

ziano Delrio. Accordo che Toninelli


non ha mai tradotto in decreto.
Scende in campo anche Confindu-

stria. «In un momento così delicato
per la vita del Paese – istituzionale, po-

litico ed economico – il tentativo di


compromettere un progetto come la
Gronda, strategico e vitale per Genova

e l’Italia, appare illogico e irresponsa-


bile», dice la nota confindustriale, che


Il bluff del


ministro: «I


lavori parti-


ranno nel


2020». Ma


le revisioni


del proget-


to allunga-


no i tempi


di anni


approfondite e individuate attraverso
un confronto con i livelli istituzionali

territoriali. Una frase che vuole dire


tutto e niente.
Come valuta l’indennizzo che an-

drebbe riconosciuto ad Autostrade


per l’Italia (Aspi)?
L’opera è una bretella autostradale di

collegamento tra la A, la A e la A,


la cui realizzazione comporta un inve-
stimento di , miliardi, il cui costo è

previsto a totale carico di Aspi. L’ana-


lisi calcola il prezzo dello scioglio-
mento in almeno un miliardo. Non mi

sembra una cifra da poco. Per un pro-


getto, tra l’altro, che aveva già ultima-
to da tempo l’iter autorizzativo ed era

in attesa di una firma, un’unica firma


(quella del ministro Toninelli, ndr),
per passare alla fase dei cantieri. Una

firma che, però, non è mai arrivata.


Da quanto tempo Genova aspetta
la Gronda?

Da  anni. Sottolineo che qualsiasi
opera alternativa a questo progetto

dovrà ripartire da zero. Vogliamo dav-
vero azzerare  anni di attesa? Vo-

gliamo davvero azzerare un progetto


che è stato consegnato un anno fa al
Mit ed è già in possesso, ribadisco, di

tutte le autorizzazioni urbanistiche e


ambientali, oltre che della dichiara-
zione di pubblica utilità preordinata

agli espropri? Sarebbe un atto di auto-


lesionismo.
A questo punto è utile lanciare un

segnale forte al mondo politico per


difendere l’opera?
A settembre di certo qualche inizia-

tiva andrà fatta a sostegno della


Gronda di Genova. Potrebbe essere
una manifestazione di piazza oppu-

re altro. Vedremo, anche se al mo-


mento non sappiamo, vista la crisi in
corso, quale interlocutore ci trove-

remo davanti. Qui non si tratta di


mobilitare solo il mondo produttivo
e le associazioni che lo rappresenta-

no, ma di coinvolgere l’intera società


civile genovese, a conferma che Ge-


nova e l’Italia hanno bisogno della
Gronda e ne hanno bisogno adesso.

Perché sì alla Gronda?


Il crollo del ponte Morandi ha dram-
maticamente dimostrato come il no-

do metropolitano di Genova abbia bi-


sogno di un’infrastruttura autostra-
dale capace, efficiente e sicura rispetto

alle esigenze di mobilità attuali e futu-


re. Progettata e costruita tra gli anni
 e gli anni  del secolo scorso, l’at-

tuale rete autostradale genovese non


ha più avuto adeguamenti strutturali
e da molto tempo è stata giudicata

inadeguata.


Quali vantaggi offrirebbe la
Gronda?

La Gronda garantirà tempi di percor-


renza più affidabili sulla rete auto-
stradale, in grado di migliorare le con-

dizioni di vita e di lavoro per cittadini


e imprese. E potrà assicurare accesso
e funzionalità ai porti di Genova, Prà,

Savona e Vado Ligure.
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Ilva. Per salvare il


colosso


siderurgico di
Taranto, è

necessario che


l’apposito decreto
approvato salvo

intese da Lega e


M5S, faccia un
nuovo passaggio

in Cdm


ANSA

Rixi. «La Gronda è


un’opera


indispensabile
non solo per

Genova e la


Liguria, ma per il
Paese. Non

accettiamo che ci


siano più
manipolazioni

finalizzate a


procrastinare
l’avvio dei lavori»

ILVA E ALITALIA
Su Ilva e Alitalia

distanze siderali


tra Movimento
Cinque stelle e

Partito
democratico

Su

ilsole24ore

.com

DEM E GRILLINI AI FERRI CORTI


A Genova è guerra tra i gruppi


La Regione: decisione beffa


per tutte le famiglie


e le imprese già espropriate


«La relazione patacca di Toninelli in


uscita sulla Gronda di Genova» (così


il presidente della Liguria, Giovanni
Toti, bolla l’analisi costi-benefici

del Mit) provoca un vero e proprio
terremoto tra i gruppi presenti nel

Consiglio regionale ligure. Il con-


fronto, a colpi di comunicati e di-
chiarazioni, è aspro. La capogruppo

regionale in Liguria MS, Alice Sal-


vatore, commenta l’analisi del Mit
sulla Gronda sottolineando come

dia ragione agli studi del Movimen-


to a favore di un progetto alternati-
vo a quello di Autostrade per l’Italia.

«È preferibile seguire lo scenario al-


ternativo migliore, non la Gronda
iniziale di Autostrade per l’Italia

targata Benetton - dice la capogrup-


po grillina in Regione - che altro non


farebbe che riempire Genova di mi-


lioni di metri cubi di amianto, bloc-
cando la città per  anni con cinque

megacantieri evitabili. Uno scena-


rio che il MS ha sempre denunciato
pensando al bene della Liguria».

«Con l’ultima esternazione il mi-


nistro Toninelli ancora una volta si
schiera contro gli interessi degli ita-

liani e in modo particolare dei liguri


che da decenni aspettano la realiz-
zazione della Gronda di Genova per

la quale, tra l’altro, pagano da tem-


po un sovraprezzo nel pedaggio». Il
consigliere regionale Giovanni Boi-

tano di Liguri con Paita commenta


così il rischio di stop a un’opera che
definisce «imprescindibile e irri-

nunciabile». E il consigliere comu-


nale del Pd a Genova Alessandro
Terrile chiede di inserire la Gronda

tra i punti imprescindibili del possi-


bile accordo di Governo con il MS.
Tornando alla Regione, il presiden-

te Toti e l’assessore alle Infrastrut-


ture, Giacomo Giampedrone, parla-


no apertamente di beffa per perso-


ne e aziende espropriate. «Ammon-
tano a  le famiglie che sono state

espropriate perché interferite dal


tracciato della Gronda - ricorda la
Regione - e  le aziende che sono

state trasferite, grazie alla legge re-


gionale del Pris (programma regio-
nale di intervento strategico) in ba-

se alla quale il soggetto attuatore


(Società Autostrade) ha riconosciu-
to indennizzi per un totale di  mi-

lioni di euro. Finanziamenti che ri-


schiano di diventare inutili in caso
di bocciatura della Gronda da parte

del ministro Toninelli a cui si deve


aggiungere la beffa per tutte le fa-
miglie e le imprese che sono state

espropriate». Con il no alla Gronda


sono a rischio mila posti di lavo-
ro: «Toninelli pensa di ritagliarsi un

ruolo sulla pelle dei liguri». Lo dice
Luca Maestripieri, segretario gene-

rale Cisl Liguria.


—M.Mor.


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Genova
Voltri

Genova
Pegli

Genova
Aeroporto

POTENZIAMENTO
A

POTENZIAMENTO
GRONDA DI PONENTE A

Ventimiglia


LIGURIA

A

A

A

GENOVA


Masone


A

Milano


Firenze
Genova
Ovest

Genova
Est
Vesima

Genova
Bolzaneto

Il tracciato della Gronda


Toti. «La gronda è


stata bocciata
con una relazione

patacca in zona
Cesarini da un

Toninelli in uscita.


A Genova stiamo
mantenendo le

promesse: ad


aprile faremo
passare le

macchine sul


nuovo ponte»


‘‘


Genova


aspetta


quest’opera


da 16 anni.


Qualsiasi


opera


alternativa


alla Gronda


dovrebbe


partire da zero


POSTI A RISCHIO
I lavoratori
riassunti a tempo
indeterminato
nella Nuova Ilva
da Arcelor Mittal
aTaranto





LA TUTELA PER L’AZIENDA


Lo stop inserito nel Dl crescita
Il decreto crescita entrato in

vigore lo scorso 1° maggio


prevede che l’immunità penale e
amministrativa per la società e i

dirigenti dei gestori dell’ex Ilva sia


valida solo fino al 6 settembre. Il
decreto sulle crisi aziendali varato

«salvo intese» lo scorso 6 agosto


reintroduce una forma di
immunità in versione ridotta

anche in previsione della


pronuncia della Corte
costituzionale in programma

all’inizio di ottobre.


Il nuovo perimetro


Per «affittuario o acquirente e i


soggetti da questi
funzionalmente delegati»

l’immunità resterebbe anche


dopo il 6 settembre, applicandosi
«con riferimento alle condotte

poste in essere in esecuzione»
del piano ambientale «sino alla

scadenza dei termini di


attuazione previsti dal piano
stesso per ciascuna prescrizione»

o «dei più brevi termini che


l’affittuario o acquirente si sia
impegnato a rispettare nei

confronti della gestione


commissariale di Ilva Spa in
amministrazione straordinaria».

Verrebbero esclusi riferimenti alla


sicurezza sul lavoro


La nota di


Aspi: uso


non corret-


to dei dati


ma l’analisi


costi-bene-


fici resta


comunque


positiva

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