Il Sole 24 Ore - 23.08.2019

(Jacob Rumans) #1

6 Venerdì 23 Agosto 2019 Il Sole 24 Ore


Economia


Imprese


L’export di montature da sole


vale , miliardi e i primi mercati
sono Stati Uniti, Francia, Regno

Unito e Germania. Nel 


c’è stato un boom verso Hong
Kong, Svizzera e Svezia.

Moda


Occhiali da sole


italiani leader


nel mondo


dell’alta gamma


Nel  l’obiettivo del


Comune è d’incassare dalla
locazione degli spazi del

salotto meneghino almeno 


milioni di affitti rispetto gli
attuali .

—Servizio a pagina 


Retail


All’asta 26 spazi


commerciali


nella Galleria


di Milano


L’accordo con il Giappone


mette il turbo all’export (+17%)


MADE IN ITALY


Secondo Sace (gruppo Cdp)


crescono soprattutto food,


moda e mezzi di trasporto


Con l’accordo economico


risparmi di  miliardo


per le aziende europee


Stefano Carrer


Laura Cavestri


MILANO


Il protezionismo è un film che va di


moda. Ma se a parlare sono i numeri,


la pellicola racconta un’altra storia.


Il ° febbraio è entrato in vigore


l’Accordo di libero scambio tra


Unione europea e Giappone. E nel I


semestre del  (rispetto allo stes-


so periodo del ), l’export di Ma-


de in Italy verso il Sol levante è com-


plessivamente cresciuto di oltre il


%, pari a più di , miliardi di euro


e un volume di vendite – sull’anno –


che dovrebbe toccare i , miliardi.


A scattare la fotografia, il centro


studi Sace Simest, per il quale l’otti-


ma performance è trainata, soprat-


tutto, da alimentari e bevande – uno


dei principali settori che ha benefi-


ciato della riduzione delle barriere


tariffarie – (+,%) , da mezzi di


trasporto (+%) e dai prodotti tessi-


li, abbigliamento, pelli e accessori


(+, per cento).


Cosa prevede l’accordo


L’accordo prevede l’eliminazione


della maggior parte dei dazi: oltre il


% delle barriere tariffarie sui beni


europei diretti in Giappone è stato


abolito o ridotto già dall’entrata in


vigore dell’intesa. Sono infatti pre-


visti periodi di transizione per alcu-


ni settori “sensibili”, ad esempio nel


comparto automobilistico ( anni).


È inoltre garantita la protezione


di  prodotti agricoli europei di


alta qualità, le cosiddette Igp i, tra le


quali figurano  prodotti italiani


(dai vini e altri alcolici, fino ai for-


maggi e ai salumi). L’accordo infine,


faciliterà le esportazioni di servizi –


quelle della Ue e dell’Italia verso To-


kyo ammontano rispettivamente a


circa  e , miliardi di euro – e


aprirà il mercato degli appalti di 


grandi città del Giappone.


A regime, le imprese dell’Unione


risparmieranno fino a  miliardo di


euro l’anno in termini di minori da-


zi doganali, di cui  milioni sul vi-


no e  sui prodotti della pelletteria


e delle calzature. «Soprattutto – ha


spiegato Pierluigi Ciabattoni, senior


economist di Sace (Gruppo Cdp)– le


mila Pmi italiane che già fanno


affari con il Giapoone (e le molte


atre che ne trarranno occasione)be-
neficeranno anche dell’eliminazio-

ne delle barriere non tariffarie,


standard, certificazioni (fito-) sani-
tarie, omologazioni, che gravano

sui costi delle imprese grazie, ad


esempio, al meccanismo del reci-
proco riconoscimento».

Non solo. «Le buone performan-


ce sul fronte dei mezzio di trasporto



  • ha proseguito Ciabattoni – benchè


permangano delle clausole di salva-


guardia, ci fa capire come anche nei
settori in cui si poteva temere un ca-

lo, in realtà, c’è stata una crescita di
opportunità». Nei primi  mesi del

, Lamborghini ha segnato in


Giappone un +% di vendite. Inol-
tre non mancheranno occasioni per

i nostri esportatori di vini, di carni e


di formaggi. Infine, diversi settori
in cui l’Italia è molto competitiva,

come i prodotti tessili e dell’abbi-


gliamento, nonché i prodotti chimi-
ci (tra cui i cosmetici) e la plastica,

vedranno la completa abolizione


delle barriere tariffarie».


Italia più «grintosa» dei partner


Conferme giungono anche dai dati


giapponesi. La tendenza positiva si
è confermata a luglio: l’Ammini-

strazione doganale giapponese ha


appena reso noto che le importazio-
ni dall’Italia il mese scorso sono cre-

sciute dell’,% a  miliardi di yen


( a fronte di un export nipponico nei
nostri confronti in progresso del

,% a , miliardi di yen), mentre
quelle dalla Francia sono scese

dell'% a , miliardi (l'anno scor-


so il nostro export aveva superato
quello francese) e quelle della Ger-

mania si sono contratte del ,% a


, miliardi.
«Il buon andamento di quest’an-

no – ha sottolineato il direttore del-


l’Ice di Tokyo, Aristide Martellini –
appare ancora più significativo se si

considera chela voce tabacco è in ca-


lo molto accentuato, in quanto la
Philip Morris ha iniziato a inviare in

Giappone gli stick di tabacco per


iQos non solo dallo stabilimento di
Bologna. Va anche considerato, che,

una volta tanto, l’effetto-cambio ri-


sulta positivo, in quanto lo yen que-
st’anno si è apprezzato sull’euro».

Il punto sulle nuove opportuni-


tà di business legate all’Accordo di
libero scambio sarà fatto il  set-

tembre a Ca’ Vendramin Calergi a


Venezia (nell’ambito della Japan
Week), mentre il  ottobre l’Italy-

Japan business Group organizzerà


un simposio a Milano prima del-
l’assemblea annuale del  no-

vembre a Tokyo.


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ARREDO-DESIGN


«Un mercato dinamico, ma non è l’Eldorado»


Giovanna Mancini


I numeri sono promettenti, «ma non


aspettatevi l’Eldorado». Claudio Fel-


trin, presidente dell’azienda veneta


di arredamento Arper, che in Giap-


pone ha aperto una filiale alcuni an-


ni fa, ha uno sguardo lucido su un


mercato che apparentemente offre


grandi opportunità, ma nei fatti è


difficile da affrontare per un settore


come l’arredamento.


«Avrebbe tutte le caratteristiche


per essere uno dei mercati più pro-


mettenti – spiega Feltrin, che è an-
che presidente dell’associazione in-

dustriale Assarredo –: tra i Paesi


dell’Estremo Oriente è sicuramente
quello più affine a noi per gusto e

stile nel design. I giapponesi sono
molto attenti alla qualità, che è uno

dei tratti distintivi del made in Italy,


e da sempre apprezzano il nostro
design. Inoltre, le Olimpiadi del

 hanno accelerato gli investi-


menti immobiliari, a cui il nostro
settore è strettamente legato».

Eppure, alcune farraginosità e len-


tezze nel sistema commerciale hanno
frenato finora lo sviluppo dell’export

di arredo e non è detto che l’accordo


di libero scambio siglato lo scorso
febbraio possa sciogliere i nodi. I nu-

meri dicono di sì, con un aumento


delle esportazioni di mobili italiani in
Giappone tra gennaio e giugno di

quest’anno, rispetto allo stesso perio-


do dello scorso anno, del ,% secon-
do Sace-Simest. Anche l’ufficio studi

di FederlegnoArredo conferma la


tendenza positiva, con un incremen-
to del ,% delle vendite di arredo e

illuminazione tra gennaio e aprile.


Ma le barriere, secondo Feltrin, so-
no culturali e burocratiche prima an-

cora che doganali: «Il sistema distri-


butivo è molto frammentato e chiuso



  • spiega –. Le imprese di costruzioni


preferiscono, in genere, appaltare le


forniture ad aziende locali mentre i
grandi clienti, come le multinaziona-

li, difficilmente acquistano i prodotti


direttamente dalle aziende, e si rivol-
gono in genere a distributori locali,

che applicano rincari onerosi alle


merci importate, aumentandone il
prezzo finale». Un sistema complesso

a cui si aggiungono difficoltà lingui-


stiche e logistiche. «Noi come Arper
lavoriamo soprattutto nel segmento

contract, utilizzando il nostro


showroom di Tokyo come hub logi-
stico e di contatto con gli studi di pro-

gettazione e i designer – racconta Fel-


trin –. Stiamo crescendo bene, nono-
stante le difficoltà, e ora stiamo co-

struendo nel Paese una rete di


fornitori che ci aiuti a consegnare i
prodotti in maniera più rapida, un

fattore discriminante per essere


competitivi. Con fatica, ma stiamo
sviluppando un fatturato interessan-

te, che quest’anno prevediamo in au-


mento del % circa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Secondo Feltrin, presidente


di Arper e Assarredo, ancora


ostacoli culturali e logistici


PANORAMA


Il primo «Franciacorta Bar» ha aperto in Giappone il 
luglio, al terzo piano dell’Hankyu Men’s Tokyo, grande

magazzino rinnovato e riaperto lo scorso marzo con l’am-


bizione di fare da punto di riferimento per moda e cultura
urbana. Vengono serviti al bicchiere molti tipi di Francia-

corta, spesso in abbinamento a piatti leggeri. La settimama
precedente Franciacorta era stata protagonista

di «Notte Bianca-Italian Sparkling Wine Festi-


val» all’Isetan di Shinjuku. Nuove frontiere di
marketing per un prodotto made in Italy che va

per la maggiore: nei primi sei mesi  il Giap-


pone è tornato a essere la prima destinazione
dell’export di Franciacorta, con una quota del

,% del totale e un progresso in volumi del


,% a . bottiglie, mentre la Svizzera – che
l’anno scorso aveva superato il Sol Levante – ha

visto una contrazione del ,%. Nel complesso,


per i produttori la quota di export ha raggiunto
il massimo storico del %. La ripresa in Giappo-

ne, dopo un paio d’anni di assestamento al ri-


basso, si inserisce in quella più generale del vino italiano,
favorita dall’eliminazione del dazio – circa il % – dal °

febbraio, giorno d’entrata in vigore dell’economic partner-


ship Agreement con la Ue, che ha tolto il vantaggio competi-
tivo a concorrenti che già beneficiavano dell’agevolazione.

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Il Gelato World Tour farà tappa per la seconda volta in
Giappone, a Yokohama, il  agosto, mentre per la pri-

ma volta sarà lanciato a Tokyo, il  settembre, un corso


sul gelato specificamente riservato agli chef di ristora-
zione. Il gruppo Carpigiani mostra così di continuare

a voler rafforzare la sua presenza sul mercato del Sol


Levante, dove è leader con una quota di circa
l’% nelle attrezzature per il gelato artigia-

nale e cresce anche nel settore «soft». «Con


l’accordo di libero scambio, abbiamo avuto
agevolazioni attraverso una riduzione dei da-

zi – afferma Achille Sassoli, direttore del


Market Development –. Ma il vantaggio tarif-
fario, sia pure apprezzato, non è certo fonda-

mentale nella nostra strategia di espansione


in un mercato dove siamo presenti da molti
decenni con risultati sempre crescenti». La

strategia non si basa infatti sul puro export di


macchinari, ma punta a diffondere la cultura
del prodotto: dal , ad esempio, ha aperto

a Tokyo la Carpigiani Gelato Pastry University (non a


caso, visto che nel settore Pastry il Giappone appare
particolarmente recettivo). Ora si aggiunge la Gastro-

nomy Gelato University, per analizzare le tendenze nel-


l’alta cucina e offrire nuovi strumenti per la creazione
di ricette di gelato per la linea di servizio.

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CARPIGIANI


Il Gelato tour fa tappa


a Yokohama


FRANCIACORTA


Le bollicine tornano


in vetta alle vendite


Al di là dell’eliminazione o abbattimento di dazi, l’accordo
di libero scambio tra Ue e Giappone spinge per una ridu-

zione delle barriere non tariffarie e promette una apertu-


ra del settore degli appalti pubblici. Mermec è l’azienda
pugliese che è riuscita a entrare in un settore tradizional-

mente custodito con gelosia dal sistema-Giappone: quel-


lo del monitoraggio avanzato del trasporto fer-
roviario – strettamente connesso a un aumen-

to della sicurezza – compreso il settore dei treni


veloci Shinkansen. «Siamo in trattative per ul-
teriori commesse con i gestori nipponici delle

ferrovie – afferma il responsabile di area Giu-


seppe Aurisicchio –. Da poco abbiamo avviato
contatti per poter entrare con i nostri prodotti

e servizi anche nel settore delle metropolita-


ne». Le metro fanno capo interamente alle am-
ministrazioni pubbliche, mentre le ferrovie so-

no state provatizzare dopo esser state suddivi-
se in alcune società quotate.

Un eventuale appalto al gruppo Mermec


(presente nel Sol Levante con una apposita filiale dal feb-
braio  sulla scia di un accordo con JR West) di Tokyo

Metro o Osaka Metro, insomma, potrebbe rappresentare


un test dell’effettiva apertura del Giappone a società stra-
niere in un settore in cui da molti anni imprese e autorità

europee avevano chiesto la possibilità di operare acce-


dendo alle gare in un’ottica di trasparenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MERMEC


Dalla Puglia agli appalti


per metro e treni veloci


In passerella.
Sfilata
Dolce&Gabbana
sartoria: gli occhiali
sono in licenza a
Luxottica

+Articoli e gallery sul settore


dell’occhialeria


http://www.ilsole24ore.com/moda


I SETTORI
CRESCIUTI

DI PIÙ


IN 6 MESI


Fonte: Sace Simest

Settori di attività


economica


Dati in %


Dati in %


IL MADE


IN ITALY


IN GIAPPONE


I SETTORI


MIGLIORI


Fonte: Istat, Sace Simest

Note: * gen.-giu. 2019
su gen.-giu. 2018

VARIAZIONE *

Prodotti
alimentari,
bevande e
tabacco

MIGLIAIA EURO





47,40%


0

30

60

90

120

150

VARIAZIONE *

Prodotti
tessili e
abbigliam.,
pelli e
accessori

MIGLIAIA EURO





8,40%


VARIAZIONE *

Legno e
prodotti
in legno;
carta e
tampa

MIGLIAIA EURO





VARIAZIONE *

Apparecchi
elettrici

MIGLIAIA EURO





VARIAZIONE *

Mezzi di
trasporto

MIGLIAIA EURO





VARIAZIONE *

TOTALE


MIGLIAIA EURO

3.683.


133,70%


44,90%


16,00% 17,30%


Alimentari
e bevande

Mezzi
di trasporto

Apparecchi
elettrici

Meccanica
strumentale

Gomma
e plastica

12,


8,


7,


7,


6,


Tessile
e abbigliamento

Agroalimentare


Meccanica
strumentale

Altri consumi


Chimica


Mezzi
di trasporto

Altro


19


17


15


13


13


12


11


Il made in Italy nel Sol Levante


Marchio italiano nel centro di Tokyo. La moda è tra i nostri settori uno dei più “performanti” nel Sol Levante


AFP

IMPRENDITORE
Claudio Feltrin,
presidente
di Arper e
dell’associazione
industriale
Assarredo

80%


QUOTA DI
MERCATO
È la quota
di mercato
di Carpigiani
in Giappone
nel comparto delle
attrezzature
per la produzione
di gelato

15%


IL MASSIMO
STORICO
È la quota di
export raggiunta,
dai Franciacorta
in Giappone. Il
massimo storico.
In soli 6 mesi,
vendute 175.
bottiglie di vino

54


CITTÀ
GIAPPONESI
Sono le città
giapponesi che,
secondo l’Accordo
di libero scambio,
apriranno le gare
d’appalto anche ad
operatori Ue (non
solo nipponici)
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