Corriere della Sera - 11.03.2020

(Chris Devlin) #1


6 Mercoledì11Marzo2020 CorrieredellaSera


diMassimoFranco


LaNota


LEDIVERGENZE


SULL’EPIDEMIA


COMPLICANO


ILCOMPROMESSO


L


a rassicurazione delcommissario
Paolo Gentiloni sulla solidarietà
europea neiconfronti dell’Italia non
valasciatacadere. In questa fase di
emergenza e diconfusione, la
sponda delle istituzioni di Bruxelles è
essenziale. Anzi,c’è da sperare che lo sia
ancora di più,con unvero coordinamento a
livellocontinentale delleregole per
contrastare l’epidemia dicoronavirus: un
elemento finora mancato. Anche ilcolloquio
avuto ieri dal premier Giuseppe Contecon la
presidente della CommissioneUe, Ursulavon
der Leyen, sulle misure aggiuntive da
concedere al nostroPaese, dovrebbe
produrre risultati. Il problema, semmai,
rimbalza sul piano interno. Itentativi di
ritrovare unacoesione chevada oltre iconfini
della maggioranzacontinuano a dimostrarsi
faticosi. L’incontro di ieri aPalazzo Chigi tra
Conte e icapi delle opposizioni hafornito
indicazionicontrastanti. Inteoria, la
disponibilità al dialogo è esplicita: da parte di
Lega,FdI e FI, e da parte dello stesso governo.
Nei fatti, però, alla fine è statacontraddetta
da dichiarazioni chetendono aconfermare le

divergenze e una visione diversa
dell’epidemia. Iltentativo ditenere l’Italia
unita stenta a decollare. C’è da chiedersi se
dipenda da unaconcentrazione eccessiva del
poterenelle mani del governo, che finisce per
ridurre il ruolo della Protezione civile e
sovraespone il premiercome gestore
dell’emergenza; o se nel leader leghista
Matteo Salvini, in quella diFdI, Giorgia
Meloni, e tra i berlusconiani spunti a
intermittenza la strategia del «noi l’avevamo
detto». Hanno avanzato misure più drastiche
in Lombardia eVe neto, preparandosi a
imputare aPalazzo Chigi il «no» se la
situazione peggiorasse.Per Salvini e Meloni
l’«emergenza è sottovalutata». Sono
incomprensioni parallele da chiarire

rapidamente. Lasciarle in sospeso da parte
dell’esecutivo e dei suoi interlocutori,
significherebbe presentare alPaese una
risposta istituzionale indebolita; e creare le
premesse di una frattura pericolosa, qualora
nei prossimi giorni aumentassero i
contagiati. Rimane sullo sfondo l’assalto ai
treni alla stazionecentrale di Milano, poco
prima che scattasse la «zonarossa» in
Lombardia: un esodo irresponsabile dettato
dalla paura, che fatemere una diffusione del
contagio in aree dovefinora eracontenuto.
L’ipotesi di una chiusuratotale dell’Italia non
vaesclusa, precisa Conte pervenire incontro
alla destra e alle pressioni di sindacati ePd
del Nord, e di molti medici. Ma questo
proietta un’ombra di incompiutezza sui
decreti del governo. Rimane in sospeso
anche la nomina di un «commissario al
coronavirus». L’insistenza delle opposizioni
sull’exdella Protezione civile, Guido
Bertolaso, è un’indicazione e insieme un
ostacolo di fronte a una nomina diversa. Ma
qualunque decisione stia maturando,forse
sarebbe beneformalizzarla senza ritardi.
©RIPRODUZIONERISERVATA

ROMAParafrasando il «whate-
ver it takes» di Mario Draghi,
aitempi della crisi finanzia-
ria, ieri Giuseppe Conteha
concluso il suo discorso in vi-
deoconferenzaconicapi di
Stato e di governo europei di-
cendo che è arrivato iltempo
per l’Uedifare«whatever is
necessary».
Enel noverodelle priorità
per l’Italia, ma giocoforza an-
che per alcuni degli altriStati
membri, «esiste un problema
di liquidità e dicassa», ha am-
messo ilcapo del governo ita-
liano, chiedendo in modofor-
male che nella crisivenga
coinvolta la Bancacentrale
europea, che Francofortesi
facciacaricodiun’immissio-
ne di liquidità nel sistema che

per ora ha un disperato biso-
gno di risorse frescheeim-
mediatamente disponibili.
Etuttociò indipendente
dallo sforamentodibilancio
che oggi ilParlamentoitalia-
no si predispone ad adottare,
uno sforamento che potrebbe
anche raddoppiare rispetto ai
7,5 miliardi di euroinizial-
menteannunciati sia dal mi-
nistrodell’Economia che dal
presidentedel Consiglio. Ma
checomunque darebbe al go-
verno sullacarta la possibilità
di spendere dei soldi, ma non
di fatto, se i miliardi non sono
disponibili incassa.
Contehapoi chiestoai
partner dellaUe:1)un’armo-
nizzazione del trattamento
delle persone affette dal virus,
in tutti gliStati membri; 2)
unacentrale europea unica di
distribuzione eofferta di ma-
teriale e apparecchiature me-
diche nelle aree che ne hanno
più bisogno, soprattuttodi
macchinari per laterapia in-
tensiva e direspirazione. Que-
stoanche perché la Protezio-
ne civile sta incontrando diffi-

coltà nelreperimento di alcu-
ni ordiniealcuniPaesi si
rifiutano divendereall’Italia,
al momento, pensando di
avere loro bisogno di attrezza-
turesanitarie nelle prossime
settimane; 3) per questo mo-
tivo Conte ha chiesto cheven-
ganotolte ogni tipo direstri-
zioni all’esportazione di ma-
teriali sanitari fra gliStati
membri dellaUe; 4) la ricerca
dovrebbe essereinqualche
modocentralizzataecoordi-
nata a livello europeo, sia per
il versante delleterapie sia per
la produzione di unvaccino.
E se questo è il fronte sani-
tario delle richieste che l’Italia
avanza allaUe, e sul quale ha
ricevuto ampie rassicurazioni
sia presidente della Commis-
sione che da quello del Consi-
glio europeo,c’è poi ilversan-
tefinanziario:equi nonc’è
solo la richiesta dicoinvolge-
rela Bce, la politicamoneta-
ria, i flussi di liquidità ma an-
che di attivare un significativo
passo avanti nel programma-
reun piano di investimenti
europei per aiutarequella ri-

presa possibileenecessaria
alla fine dell’emergenza,
quando saremo fuori dalla
crisi epidemica.
Dettoquestosul frontein-
terno, anche dopo il dialogo
con le opposizioni, Conte è al

momento molto scettico sulla
possibilità di adottare ulterio-
ri e piùrestrittive misure,così
come su quella di nominare
un supercommissario che
centralizzi tutte le decisioni. E
nelprimocaso anche per ra-

gioni pratiche, che si ricolle-
gano alla crisi di liquidità at-
tuale: solo le due piccole e pri-
mezonerosse, e cioèVo ’ Eu-
ganeo e Codogno,costeranno
alloStato un miliardo di euro
per fronteggiarelenecessità
di ristoroeconomicodelle
aziende, delle attività econo-
miche e per tutte le altre per-
dite subite dai cittadini.
Insomma alla fine il proble-
ma finanziario, quello di pro-
teggere il più possibile iltes-
suto produttivo italiano, pesa
in modo non indifferente nel
contemperare le decisioni del
governo, nel soppesarele
priorità fra il diritto alla salute
e alla prevenzione e i rischi di
unochoc sistemicodel siste-
ma economico dal quale diffi-
cilmenteilPaese riuscirebbe
ariprendersi in fretta. Chiu-
deretotalmente la Lombardia
eilVeneto,come puresidi-
scute, potrebbe avereanche
ripercussioni di «rivolta so-
ciale», ha aggiunto ieri Conte
mostrandosi dubbioso su ul-
teriori misure.
©RIPRODUZIONERISERVATA

Ilcommissario
Ilpremierscettico
sullanecessitàdiuna
figurachecentralizzi
tutteledecisioni

IPalazzi
Roma,
unaddetto
indossa
lamascherina
dietrouna
delleporte
d’ingresso
dellaCamera
deideputati.Il
Parlamentosta
predisponendo
lemisure
necessarieper
laprevenzione:
oggiinSenato
lavotazione
sullo
scostamento
diBilancio
avverrà
ascaglioni,
conappello
nominale,e
vedràpresenti
aldibattito
seisenatori
pergruppo
perrispettare
ladistanza
disicurezza
(fotoRoberto
Monaldo/
LaPresse)

Glistop


●Ilgoverno
Conte,per
contenerela
diffusionedel
coronavirus,
il7marzocon
decretoha
dispostola
chiusuradella
Lombardiae
di14province
inVeneto,
Marche,
Emilia-
Romagna
ePiemonte

●Il9marzo
ildivietoèstato
estesoall’Italia
intera.Stopa
movida,sport,
scuole,atenei
espostamenti
fuoriComune

Illeaderpdpositivo:«Essenzialeseguirelenorme»


TornaZingaretti,appelloinvideo


D


opo l’annuncio del 7 marzo — «sono
positivo al Covid-19» — ieri Nicola
Zingaretti, che ha ancora qualche
linea difebbre ed è acasa, ètornato in video
suFacebook per invitare al rispetto delle
misure prese daPalazzo Chigi: «Con i suoi
provvedimenti il governo ha fatto molto
bene. Ora bisogna stare acasa e non uscire
se non per motivi indispensabili. Bisogna
rispettare leregole, per l’Italia e per aiutare
gli operatori della sanità in trincea da
settimane a lottare per noi». Ètornato
negativo altest, invece, l’assessore emiliano
alla Salute Raffaele Donini, risultato positivo
al tampone il 3 marzo: «Seguire leregole è la
sola strada possibile per battere il virus».
IncasaNicolaZingaretti,54anni ©RIPRODUZIONERISERVATA

Ilsegnale
Leincomprensioniparallele
traPalazzoChigieleopposizioni
rischianodiindebolireilPaese
difrontealcoronavirus

Primopiano L’emergenzasanitaria


ILGOVERNO


LerichiestediConteaBruxelles:coinvolgerelaBce


eunpianodiinvestimentiperspingerelaripresa


«Vannoadottatituttiglistrumentinecessari»


«UnacentraleUeperilmaterialesanitario»


diMarcoGalluzzo

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