Il Sole 24 Ore - 23.08.2019

(Jacob Rumans) #1

Il Sole 24 Ore Venerdì 23 Agosto 2019 21


Norme & Tributi


Compenso amministratori giudiziari,


conta la tariffa in vigore a fine attività


Patrizia Maciocchi


La liquidazione del commercialista


che ha fatto l’amministratore giudi-


ziario per più anni, va fatta in base alle


tariffe professionali in vigore quando


l’attività è terminata. La Corte di cas-


sazione, con la sentenza  depo-


sitata ieri, applica, vista l’analogia


della materia, anche ai dottori com-


mercialisti i criteri previsti per gli av-


vocati. Per i giudici della seconda se-


zione civile, infatti, «anche la gestio-


ne di un bene da parte dell’ammini-


stratore giudiziario è configurabile
come un’attività di carattere profes-

sionale». E, ai fini del compenso, va
considerata non in modo frammen-

tato ma complessivo «non diversa-


mente da quella svolta in sede di dife-
sa in giudizio da parte dell’avvocato».

Del resto i legali – fa notare la Su-


prema corte – non a caso possono es-
sere investiti della qualifica di ammi-

nistratore giudiziario con i relativi


compiti. Del principio affermato be-
neficia il ricorrente che aveva ammi-

nistrato dei beni messi sotto seque-


stro dal  al , anno in cui l’in-
carico gli era stato revocato perché

sottoposto alla misura cautelare degli


arresti domiciliari.
Il suo lavoro era stato liquidato con

poco più di mila euro, seguendo le


tabelle del ’ (legge , articolo -
octies) in vigore prima dell’introdu-

zione del Codice antimafia (Dlgs


/). Circa  mila euro in meno
del dovuto, secondo i conti fatti dal

professionista, in base alle tabelle
dettate con il Dm /.

Per il giusto compenso il com-


mercialista aveva fatto ricorso: per-
dendo sia il primo sia il secondo gra-

do del giudizio.


La Corte d’Appello, aveva ricorda-
to che il Codice delle leggi antimafia

e delle misure di prevenzione, ha


escluso (articolo ) che le disposi-
zioni sul compenso degli ammini-

stratori giudiziari si possa applicare


ai procedimenti nei quali, alla data di
entrata in vigore della norma, sia già

stata formulata, come avvenuto nel


caso esaminato, la proposta di appli-
cazione della misura di prevenzione.

Indicazione che escludeva anche la


possibilità di fare riferimento, a fron-
te di un incarico cessato nel , alle

tabelle previste dal Dlgs /, con


il quale è stato istituito l’albo degli
amministratori giudiziari, perché ap-

provate solo con il Dpr /. Per


la Corte territoriale, come per il Tri-
bunale, il commercialista era stato

correttamente liquidato con le “rego-
le” del ’. Una norma nella quale il

legislatore, fa riferimento, tra altre


valutazioni, sia alle tariffe sia agli usi,
perché l’autorità giudiziaria ha la li-

bertà di scegliere l’amministratore,


anche al di fuori della rosa dei profes-
sionisti iscritti agli albi. I giudici di

merito hanno commesso l’errore di


non considerare che il ricorrente era
un commercialista, e come tale aveva

diritto alle tariffe professionali.


In più la Cassazione indica la via
per individuare i giusti valori. Quan-

do l’incarico copre un tempo nel


quale si sono succeduti diversi “pa-
rametri” va utilizzato quello in vigo-

re a incarico esaurito o concluso.
Spetta poi al giudice scegliere tra un

minimo e massimo il giusto com-


penso. Nel giudizio pesano, oltre al
valore commerciale del beni ammi-

nistrati: la qualità e la complessità


dell’opera, la sollecitudine dimo-
strata e i risultati ottenuti.

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CASSAZIONE


Come calcolare la retribuzione


se durante l’attività i criteri


sono cambiati


Riferimento esclusivo


ai parametri professionali


e non agli usi


Lombardia e Lazio,


finanziamenti


a professionisti e Pmi


Giuseppe Arleo


Finanziamenti alle microimpre-
se ed ai professionisti nelle Re-

gioni Lombardia e Lazio con
contributi a fondo perduto e tas-

so agevolato, per incentivare ed


innovare le loro attività.
La Regione Lombardia riapre

il bando Faber con un contributo


alle Mpmi che sono attive nei
settori manifatturiero, edile e

artigiano. Obiettivo del finan-


ziamento appena riaperto è so-
stenere le imprese presenti ed

operanti sul territorio lombardo


da almeno  mesi che, con in-
vestimenti in attrezzature, im-

pianti e macchinari, possano es-


sere più competitive sui mercati.
Il contributo ottenibile attraver-

so questo strumento è pari al


% del totale delle fatture pre-
sentate, fino ad un massimo di

mila euro. Le domande po-


tranno essere presentate a par-
tire dal  settembre prossimo.

Ulteriori incentivi agli inve-


stimenti materiali ed immate-
riali per le Mpmi, oltre che per

i professionisti, sono previsti


anche con il bando Archè, con
cui la Lombardia premia i ri-

chiedenti, a seconda che siano


costituiti da massimo due o
quattro anni.

Nel primo caso (detto «Piano
di avvio») il contributo ammes-

so è pari al % con investimenti


minimi di mila euro fino ad
un massimo di mila euro. Nel

secondo caso, invece, nominato


«Piano di consolidamento», il
contributo è pari al % con in-

vestimento minimo a partire da
mila euro fino a mila euro.

Le domande di agevolazione si


possono presentare a partire dal
 ottobre fino ad esaurimento

fondi e comunque entro e non


oltre il  novembre.
Incentivi al capitale circolan-

te delle imprese lombarde sono


previsti anche con il bando
«Credito Adesso», che riguarda

le imprese che hanno fino a un


massimo di mila dipendenti,
operanti nei settori dell’indu-

stria, artigianato, servizi, com-


mercio, turismo e edilizia oltre
che i liberi professionisti. Il

massimale richiedibile con que-


sto strumento va da mila euro
fino a mila euro e comunque

non oltre il % della media dei


ricavi tipici degli ultimi due
esercizi. Per i liberi professioni-

sti, invece, il massimale si riduce
a mila euro. La domanda si

presenta telematicamente a par-


tire dal  settembre fino ad
esaurimento fondi.

La Regione Lazio, invece,


con il bando «Fondo Futuro»
concede un finanziamento fino

a mila euro in sette anni, sen-


za garanzie, al tasso agevolato
dell’% fisso annuo. I richie-

denti, entro dodici mesi, do-


vranno effettuare investimenti
in beni materiali, immateriali e

capitale circolante.


Possono presentare la do-
manda le attività in fase di start

up e le Mpmi già esistenti, che


rispettino alcuni requisiti per-
sonali, oltre che dei soci, relativi

ai limiti di età, di reddito. Sono


previste premialità per le donne
e per i lavoratori svantaggiati.

Sono escluse le società di capita-


li. Le domande si possono pre-
sentare a partire dal  settembre

prossimo entro, al massimo, il


 ottobre.


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AGEVOLAZIONI


Quattro strumenti


che vanno dai contributi


ai prestiti agevolati


Licenziamenti con regole complesse e tutele diverse


LAVORO


Il rinvio delle tutele crescenti


alla Corte Ue evidenzia la


confusione nell’applicazione


Giampiero Falasca


L’ordinanza con cui il tribunale di Mi-


lano ha chiesto alla Corte di giustizia


europea di pronunciarsi sulla compa-


tibilità con il diritto comunitario del


regime delle tutele crescenti ha ria-


perto l’eterno cantiere sui licenzia-


menti (si veda il Sole  Ore del  ago-


sto). Un cantiere che, nella ricerca di


un punto di equilibrio tra la necessità


di garantire tutele adeguate ai lavora-
tori e costruire sanzioni efficaci ed

esigibili, ha prodotto una grande con-


fusione applicativa; confusione che
potrebbe aumentare qualora la Corte

di giustizia decidesse di modificare,


anche solo parzialmente, i criteri ap-
plicativi del Dlgs /.

Per confermare questo assunto, è


sufficiente ricordare quali e quanti di-
versi sistemi normativi, diversi (an-

che solo parzialmente) si applicano


oggi in tema di licenziamenti. C’è la
grande spaccatura tra “vecchi assun-

ti” (contratto a tempo indeterminato


sottoscritto prima del  marzo ),
che rimangono soggetti alla disciplina

dell’articolo  dello Statuto dei lavo-
ratori, e i “nuovi assunti” (a tempo in-

determinato dal  marzo  in poi),
che rientrano nel campo di applica-

zione delle tutele crescenti.


All’interno di ciascuno di questi
grandi insiemi, c’è l’ulteriore segmen-

tazione – del tutto ragionevole, peral-


tro - tra grandi imprese (con organico
superiore a  dipendenti per unità

produttiva oppure sopra a  su base
nazionale) e piccole imprese.

Altra differenza si presenta per i di-


rigenti, rispetto ai quali non trovano
applicazione le norme sulla reinte-

grazione sul posto di lavoro ma vige


solo una tutela economica, i cui conte-
nuti cambiano in maniera significati-

va secondo il contratto collettivo na-


zionale applicato. Regole parzialmen-
te diverse tra vecchi e nuovi assunti

valgono anche per i licenziamenti col-
lettivi, come rilevato, in chiave critica,

dall’ordinanza del tribunale di Mila-
no, e per i licenziamenti per motivi di-

scriminatori. Non va, poi, dimentica-


to che per il pubblico impiego resiste
un regime speciale e ci sono, infine,

tanti “micro-sistemi” di regole appli-


cabili per casi specifici.
Ciascuno di questi regimi porta

con sé un carico di questioni applicati-


ve molto rilevante, e ciascuno di loro
si caratterizza per il grande margine

di discrezionalità che viene lasciato al


giudice. Discrezionalità che sembra
impossibile da eliminare: basti ricor-

dare l’esito comune delle norme (an-


nullate dalla Corte costituzionale) che
hanno tentato di introdurre meccani-

smi automatici in tema di rimborso


delle spese legali e quantificazione


dell’indennizzo in caso di licenzia-
mento invalido.

Un sistema caratterizzato da tanti


regimi sanzionatori, accomunati da
un alto grado di complessità applica-

tiva e un altrettanto rilevante spazio di


discrezionalità del giudice: un siste-
ma che non può essere facilmente

compreso, gestito e applicato senza


un supporto specialistico, facendo
aumentare il “costo” occulto di qual-

siasi procedura di licenziamento, ma


che non genera un livello di tutela
omogeneo tra i lavoratori.

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quotidianolavoro.ilsole24ore.com


La versione integrale dell’articolo


CONCORSI PUBBLICI


Tremila vincitori


in attesa di posti


Sono ancora più di mila i


vincitori di concorsi pubblici che


aspettano di essere assunti. È
quanto emerge dal portale del

ministero della Pa dedicato al
monitoraggio delle graduatorie.

È una questione di tempi, ma le


amministrazioni prima o poi
devono prenderli. Diverso il

discorso per gli idonei. In questi


casi la presa in servizio non è un
diritto ma solo una possibilità. In

lizza ce ne sono mila. Ma il


sogno di un posto fisso potrebbe
avere i giorni contati. A fine

settembre scadono le


graduatorie -.
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