Ciak – Maggio 2021

(alfred) #1
CIAKMAGAZINE.IT | 109

GELSOMINA VERDE


★★★★★


Italia, 2019RegiaMassimiliano PacificoInterpretiMaddalena Stornaiuolo, Pietro
Casella, Giuseppe D’Ambrosio, Margherita Laterza, Francesco Lattarulo, Francesco
Ve rd e


IL FATTO —SesieteincappatinelnomediGelsomina Verdeleg-
gendolepaginediGomorradi Roberto Saviano o vedendo un epi-
sodio dell’omonima serie televisiva a lei intitolato (il nono della
prima stagione) o semplicemente ascoltando fatti agghiaccianti di


.cronache camorristiche, saprete già di che storia stiamo parlando.
Gelsomina “Mina” Verde era una ragazza napoletana di 22 anni, lavo-
rava in una pelletteria e faceva volontariato, anche con i detenuti. Nel
novembre del 2004 venne picchiata selvaggiamente, uccisa con tre pro-
iettili alla nuca e il suo corpo bruciato all’interno della sua macchina. Il
motivo? Aver frequentato brevemente ungiovane camorristaricercato
daunodeipiùefferatisicaridelclanDiLauro,UgoDeLucia.Letorture
inflitte a Gelsomina, culminate con la suatragica morte,furonodeltutto
prive di senso, essendo la ragazza estranea a qualsiasi azione criminale.
A 15 anni da quella brutale vicenda,Massimiliano Pacificorealizza
un film indipendente low-budget che ambisce a raccontare la storia
di Gelsomina usando l’espediente meta-scenico del teatro. Ed ecco
che vediamo un gruppo di giovani teatranti riuniti per mettere in sce-
na, nel vero senso del termine, una rappresentazione
della storia con tutte le caratteristiche dell’esperienza
teatrale. Monologhi, metafore e allegorie per cercare
di sensibilizzare l’attenzione sulla difficile realtà di
Napolie dei suoi quartieri più malfamati, come le Vele
di Scampia, in quello che diventa un percorso intimo
e vibrante, in primis per gli attori coinvolti, e poi per
noi spettatori, colpiti dalla potenza del linguaggio. Da
sottolineare anche la presenza delverofratellodiGel-
somina, Francesco Verde, che ripercorre ("estraniato"
daiteatranti,masempreconun’impostazionesimile),
il dolore subito dalla loro famiglia. Alla fine, di fronte
a quanto accaduto, possiamo solo rimanere sopraffatti
al pensiero di quanto amaramente una giovane donna
-figliaesorella-senesiaandatavia,comeunfiore
calpestato ed estirpato dalla terra troppo presto.
SE VI È PIACIUTO, GUARDATE ANCHE...storie italiane
legate alla Camorra e Napoli, daGomorra,filmeserie,
aLaparanzadei bambini eFortàpasc.
— C G

UN’EDUCAZIONE PARIGINA


★★★★★


Mes Provinciales,Francia, 2018RegiaJean-Paul CiveyracInterpretiAndranic Manet,
Sophie Verbeeck, Corentin Fila, Diane Rouxel, Jenna Thiam, Gonzague Van Bervesselès,
Nicolas Bouchaud, Christine BrucherDistribuzioneFil Rouge MediaDurata2h e 16’


ILFATTO—Étienne Tinan lascia la provincia e va a Parigi per studiare
cinema all’Università, dove incontra Mathias e Jean- Noël, che con-
dividono la sua stessa passione. L’anno che passa scuoterà però idee e
aspirazioni, conducendo i ragazzi attra-
verso momenti amorosi e artistici che
difficilmente avrebbero potuto anche
soltanto immaginare.
L’OPINIONE —Tenendo ben presente la
lezione di Philippe Garrel e Jean Eusta-
che, ma anche di Balzac e Flaubert, il
regista firma un’approfondita riflessione
sul cinema e un’elegiaca, malinconica
storia di formazione sentimentale e
artistica dal sapore vintage, e non solo
per l’uso di un elegante bianco e nero.
Pur ambientato ai giorni nostri, il film
rimanda a una cinefilia da Nouvelle
vague, così appassionata da scatenare
accesi dibattuti su questione cruciali per
l’intera società. Tra sogni e disillusioni
che si impastano nelle sfumature di
grigio del film, il protagonista vive le


proprie contraddizioni leggendoLe provincialidi Pascal, ascoltando
Bach e Mahler, vedendo Bresson e Chuciev, facendosi delle domande sui
propri sentimenti, sugli amici da scegliere e sul cinema da abbracciare.
Nel dibattito sul cinema italiano viene bocciato Sorrentino, promosso
con riserva Martone, elogiati Argento, Fellini, Antonioni, Rossellini,
Ferreri, Visconti, Pasolini e Carmelo Bene («il più sperimentale di tutti»),
Risi, Comencini, Monicelli, Corbucci, Leone, Sollima, Cottafavi, Freda,
ma anche Bava, Lenzi, Lado, Martino. A stonare in parte è la petulanza
di alcuni dialoghi che finiscono per suonare eccessivamente artificiosi.
SE VI È PIACIUTO GUARDATE ANCHE...Les amants réguliers eLa nascita
dell’amoredi Garrel.
— A D L

Un momento di
Gelsomina Verde.

Andranic Manet eSophie Verbeeckin una scena
diUn'educazione parigina.
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