La fuga dalla morte

(Andrzej Budzinski) #1

Francesco chiama la morte in modo così gradevole? Sua sorella. In-
credibile, ma è vero. Per lui la morte era la sorella.
Sappiamo che la sorella è un nome familiare, vicina, sangue del mio
sangue, la conosco bene e lei conosce me, vive con me sotto lo
stesso tetto, è figlia di mio padre e di mia mamma, condivido con
lei la mia vita, mi aiuta, mi dà consigli, piange con me quando sono
triste e ride con me quando sono felice, conosce i miei segreti, gio-
ca con me, con la quale sto volentieri, si preoccupa di me, mi pro-
tegge, mangiamo lo stesso cibo, ci divertiamo insieme, mi accarez-
za, mi abbraccia e mi bacia, voglio stare con lei e quando non c’è mi
manca, ho nostalgia di lei. Adesso mi manca soltanto questo: sorel-
la morte ti amo! Ho perso la testa per te. Vado pazzo per te. Fino ad
oggi non sapevo che cosa è l’amore! Adesso scherzo. Qualcuno può
dirmi esagerato. Sorella morte vuoi sposarmi?
Scusate! forse ho un po’ esagerato, ma non tanto però. Per un atti-
mo mi sentivo come san Francesco d’ Assisi. Sinceramente io a casa
mia, con mia sorella non ho mai avuto un rapporto così forte e pro-
fondo come san Francesco con la morte, ripeto con la morte. Ti in-
vidio san Francesco!
Perdonami grande santo! Anche voi che leggete queste parole,
però!? Tu non sei tanto normale! Sì! Non sei tanto normale! Vero!
Tu sei santo! I Santi «non sono tanto normali!» Sono fuori della leg-
ge per questo sono Santi. Se san Francesco chiamando la morte so-
rella pensava tutte queste cose (spero proprio di sì, conoscendolo
un po’), allora è una cosa eccezionale e unica al mondo, l’unica in
tutto l’Universo. Ecco il testo originale che proviene dal Cantico del-
le Creature:


«Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
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