L'Orologio

(Chris Devlin) #1
L’OROLOGIO 226 - Aprile 2014

spostato di un dente - l’intero lavoro è
inevitabilmente compromesso. Pur-
troppo ci si accorge dell’errore soltan-
to alla fine del processo. Le condizio-
ni ideali per la buona riuscita di tali
operazioni che richiedono un altissi-
mo livello di concentrazione sono -
come spesso ho già sottolineato - il si-
lenzio e la tranquillità.
Siamo quasi in dirittura di arrivo alla
fase 6 (foto 5): il controllo qualità. Il
tamburo del bariletto si svela. A que-
sto punto quando l’operazione di ta-
glio del tamburo del bariletto è con-
clusa si giunge alla fase della verifica

Il problema delle
lavorazioni regolate a
mano è che ci si accorge
dell’errore solo alla
fine

forse la più emozionante. Vado a col-
locare con estrema delicatezza il pez-
zo sul proiettore di profilo Mitutotyo
PJ300.
Esso viene investito da un fascio lumi-
noso proveniente dal basso e la sua
immagine ingrandita 20 volte viene
proiettata su uno schermo. Questa
operazione consente di confrontare il
profilo della dentatura del calco con
quello dell’elemento finale per con-
trollare che i due profili corrisponda-
no perfettamente.
Infine arriviamo alla fase 7: la tacca
interna. Questa fase non richiede al-
cuna strumentazione elettrica. È suf-
ficiente un piccolo scalpello con il
quale vado a praticare incidendo de-
licatamente la superficie una tacca
sulla parete interna del bariletto. Essa
servirà ad agganciare la molla motrice
alla parete interna bloccandola.
Realizzare la tacca esige grande de-
strezza e precisione: mi ricorda molto
l’arte meticolosa della lavorazione del
legno.


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