16 LALETTURA CORRIEREDELLASERA DOMENICA6OTTOBRE
UniversiVisualdata
Stati Uniti 12
Cile 2
Colombia 1
Messico 1
Saint Lucia 1
Guatemala 1
Perù 1
NobelperlaLetteratura
nelmondo
La visualizzazione
mostra iPaesi degli
autori che hannovinto
il Premio Nobel per la
Letteratura. Dato il
valore più alto, 16 per
la Francia, ilresto del
mondo è in propor-
zione a quel valore,
per cui l’Italia vale
6/16, la Svizzera e la
Cina entrambe 2/
e così via
Regno Unito 11
Irlanda 4
Norvegia 3
Danimarca 3
Finlandia 1
Islanda 1
Svezia 8
Canada 1
Spagna 6
Portogallo 1
Africa Medio Oriente
Asia
Europa
America Latina
Nord America
Oceania
Asia
Sognando un Murakami:
ma sarà RyuoHaruki?
Ipotesi CoreaeVietnam
A
pplausi del pubblico. In sottofondo risuonano
le EnigmaVariations di Elgar. Il presentatore:
«Signore e signori, il Premio Nobel per la
Letteratura va a Murakami... Ryu!». Mormorii,
stupore: «Ehi, ma non si chiamava Haruki?!». «No,
c’è scritto propriocosì» afferma il bravo
presentatore: «Murakami Ryu!»... Chissà che uno dei
due Nobel non possa essere riservato all’Asia: le
variazioni sultema possono essere molteplici...
VariationJapan I : Murakami Ryu , per l’appunto,
molto meno noto fuori dai patriconfini rispetto a
Haruki ma altrettanto stimato interra natia, dove è
considerato ilfondatore della letteratura giapponese
contemporanea. VariationJapan II : un poeta o una
poetessa, a rinverdire ifasti della nobile tradizione
poetica ma in chiave revolutionary pop : Tanikawa
Shuntaro e Ito Hiromi. V ariationJapan III : anche i
manga sono unaforma di letteratura e autrici quali
Hagio Moto , OshimaYumiko o TakemiyaKeiko
costituirebbero una piacevole novità. Variation China :
e sefosse tris d’assi per la Cina e, dopo Gao Xingjian
e MoYan, il premio andasse al graffiante e
controverso Yan Lianke? VariationKorea : per molti
anni il sommo poetaKoUn è stato dato a un passo
dalla gloria, ma uno scandalo per molestie sessuali
lo ha tirato giù dal piedistallo e lassù potrebbe salirci
Hwang Sok-yong , autore dissidente, attivista e
«ponte» tra le dueCoree. Variation Vietnam : Nguyên
Huy Thiêp , vincitore del premio Nonino 2008... E se
invece alla fine, dopo tantoaspettare, Godot
arrivasse e dicesse di chiamarsi Haruki?
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di GIANLUCACOCI
AmericaLatina
Scomparsiigrandi
legiovanigenerazioni
sonotroppogiovani
U
na pessima annata, poca ilusión : difficile che il
prossimo Nobel per la Letteratura venga
dall’America Latina.Per quanto l’Accademia di
Svezia non sia nuova a scelte sorprendenti, nella
cantina quaggiù i nomi migliori sono già stati serviti.
Oppure sono scomparsi prima di poter essere
premiati. È morto, nel 2012, il messicano Carlos
Fuentes e prima di lui (2011) sen’è andato
l’argentino Ernesto Sabato. Dellagenerazione
gloriosa dei Rulfo o deiCortázar,celebratacon il
Nobel a Gabriel García Márquez nell’82 e a Octavio
Paz nel ’90 nonresta più nessuno. E degli scrittori
immediatamente successivi, s’èfatto giàavanti
MarioVargasLlosa (classe ’36) insignito nel 2010
per la «cartografia delle strutture di potere e le sue
immagini mordaci dellaresistenza dell’individuo».
Fine. Nella voragine dellarepressione e delle
dittature ècaduta anche un’intera stagione
letteraria.Dai circoli di Buenos Aires nontentano
pronostici ecosì anche a Città del Messico nessuno
s’azzarda, al punto che la scrittrice Guadalupe Nettel
scherzacon «la Lettura»: «È più probabile che vinca
uncomputer giapponese per la scrittura di
intelligenza artificiale». La speranza è nel prossimo
futuro, dai nonni direttamente ai nipoti, per tutto il
fermento che ribolle oggi.Dalla stessa Nettel
all’argentina di Berlino Samanta Schweblin , dalla
venezuelana Karina Sainz Borgo , alla cubana
Wendy Guerra fino alla brasiliana Ana Paula Maia ,
un bouquet vivace di donne talentuose, più o meno
quarantenni, che promettono di «invecchiare» bene.
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di ALESSANDRACOPPOLA
NordAmerica
NonAtwoodnéOates
SpazioallanativaErdrich
aRobinsonoCarson
C
on ilcarico di credibilità che la giuria del Nobel
deve riguadagnare, questa volta s’imporrà una
scelta politicamentecorretta ma non banale.
Per intendersi: non MargaretAtwood per il Canada,
scrittrice intelligente efemminista già molto premiata
ma letterariamente non sempre di alto livello; e non
Joyce Carol Oates, la più longeva degli autocandidati
al premio, migliorecome insegnante (a Princeton)
checome autrice. No, quest’anno l’Accademia
dovrebbe sentire il bisogno ditornare ai principi
fondatori, ecercare, cioè, una solidissima voce
marginale.Come quella della MarilynneRobinson di
Le cure domestiche e Gilead :coltissima, profonda,
capace, da un luogocome l’Iowa, dicelebrare
l’essenza di ciò che è umano in storie che si svolgono
lontane daicentri del mondo e vicine aicentri del
cervello e del cuore. O Louise Erdrich , l’autrice di un
romanzofondamentalecome Love medicine :
indiana-americana per metà, rappresenterebbe una
minoranza. Erdrich non si limita a ritrarre il mondo
dei Native American del NorthDakotacome soggetto
a una dominazione politica: lo usa per esploraretemi
universalicome l’identità.Contro due possibili
contendenticomeRobinson e Erdrich, persino Don
DeLillo e Cormac McCarthy questa volta, in quanto
uomini, potrebbero uscire un po’ ammaccati. Il
Canada ha unasso nella manica in Anne Carson. E
chi mai dubitasse della grandezza di questa
classicista che pensa per immagini e scrive nella più
moderna delle lingue si legga Autobiografia delrosso.
Un poema in prosa senza eguali.
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di LIVIAMANERA
Chi vincerà
il Nobel per
la Lettera-
tura?Anzi:
chi vincerà
idue Nobel
per la Let-
teratura
che si asse-
gnano gio-
vedì10?
Dopo gli
scandali
(molestie
sessuali e
dimissioni)
che hanno
travolto
l’Accade-
mia di Sve-
zia elac an-
cellazione
del 2018,
quest’anno
iriconosci-
menti an-
dranno a
due autori.
«La Lettu-
ra» ha
chiesto set-
te pareri
per sette
aree del
mondo su
chi potreb-
be essere
scelto
(o scelta).
Ecco inomi