Ciak – Maggio 2021

(alfred) #1
CIAKMAGAZINE.IT | 35

diDaniel Kaluuya e
LaKeith Stanfield
(rispettivamente
HamptoneO’Neal)
che, bizzarramente, hanno entrambi
ricevuto la candidatura agli Oscar per
il ruolo di “non protagonista”. Di sta-
tuette ne ha vinte due: Miglior attore
nonprotagonistaaDanielKaluuyae
Migliore canzone originale a Fight For
You). Divertente l’ammissione di Stan-
field (Atlanta, The Girl in the Spider’s
We b), che ha raccontato:«Quando ho
ricevutolasceneggiaturamisonosubito
entusiasmato perché ero convinto che avrei
recitato la parte di Fred Hampton. Poi ho
capito che invece io sarei stato il traditore
e ho accettato le difficoltà di questa sfida:
la cosa importante per me era rendere il
conflitto interiore di O’Neal, quel suo essere
in bilico tra due mondi contrapposti, senza
mai sapere se stava facendo la cosa giusta».
Daniel Kaluuya (Get Out,Widows,Black
Panther) dal canto suo, ricorda come gli
abusi e i crimini narrati nel film«pur-
troppo siano ancora di grande attualità,
come dimostra la morte di George Floyd.
Per questo narrare il sacrificio di Hampton
e suscitare emozione su quanto è stato fatto


controdiluiserveanchepercelebraretutte
quelle persone di cui non si parla mai, ma
che ancora oggi sono in prima linea e si
battono per il bene della comunità».Judas
and the Black Messiahè nato grazie agli
sforzi congiunti di un autentico dream
team del cinema nero contemporaneo: il
progetto ha infatti avuto origine da King
e dal suo partner di sceneggiatura,Will
Berson,conKenny Lucas & Keith Lucas,
autori del soggetto assieme a Berson
& King. Shaka King, collaboratore da
tempo del registaRyan Coogler (Black
Panther, Creed, Fruitvale Station), gli ha
sottoposto l’idea del film e lui, insieme a
Charles D. King(Just Mercy, Fences), ne è
diventato produttore con lo stesso Shaka
King(nessuna parentela con Charles D.
King). Nel cast, al fianco dei protagonisti
si ricordanoJesse Plemons (Vice, Game
Night, The Post),Dominique Fishback
(The Hate U Give, The Deuce),Ashton
Sanders(The Equalizer 2, Moonlight)e
Martin Sheen (The Departed, The West
Wing, Grace & Frankie).■

J


udas and the Black Messiah, Il processo ai Chicago 7, One
Night in Miami...: gliOscar 2021hanno ribadito l’interesse della
Hollywood odierna verso le lotte antirazziste negli Stati Uniti
degli anni ’60 (e oltre). E forse non solo per quanto (già) accadeva
nelle strade in fermento, ma anche per l’eetto che ciò aveva sull’immaginario
audiovisivo. Quando la non più aggirabile questione razziale, riverberandosi sugli
schermi, investiva i generi più diversi. Ilpoliziesco, con l’Ispettore Tibbs di
Sidney Poitierche indaga e s’immerge nel razzismo del profondo Mississippi.
Il western, che ribalta le sue premesse classiche e si schiera “dalla parte degli
Indiani” (complice anche ilVietnam), daSoldato blual picarescoPiccolo
grande uomo diArthur Penn(che, neLa caccia,
è talmente polemico verso il Texas coevo da portare
al taglio della parte sulla vita degli afroamericani).
Lacommedia, con i bianchi progressistiSpencer
Tr a c yeKatharine Hepburnmessi in crisi dal
genero (sempre il mitico Poitier) inIndovina chi
viene a cena?. E naturalmente lafantascienza,
anche intv: l’astronave diStar Trekpreconizza
un equipaggio multietnico e mostra il primo bacio
interrazziale della televisione generalista americana.
Sin da allora, poi, il cinema civile aronta di petto il
problema, dalBuio oltre la siepe aUn grappolo
di sole. E la Hollywood più proiettata verso il
sociale ha continuato in seguito a tenere i riflettori
accesi su discriminazioni, tensioni e rivendicazioni:
daSpike Lee(a proposito diMalcolm X
cinematografici) alla dura e attualissima analisi
del suprematismo bianco diAmerican History
X. Ma nell’ultimo periodo, culminato non a caso
nel Black Lives Matter, qualcosa sembra
essere riesploso (anche) al cinema. Perché si
torna sul tema (ri)narrando proprio quei decenni
chiave: oltre ai film di quest’anno, pensiamo a
SelmadiAva DuVernay, che rievoca le grandi
marce nonviolente guidate daMartin Luther
King. Pensiamo aJohn David Washington
infiltrato nel KKK inBlaKkKlansmandi Lee.
E alle violenze razziste della polizia durante gli
scontri diDetroitdiKathryn Bigelow, o alle tre
scienziate afroamericane deIl diritto di contare
che sfidarono i pregiudizi contribuendo allo sbarco
sulla Luna. Ma c’è di più, perché, come nei ’60-’70,
la lotta non risparmia alcun genere: dallo spaghetti
western tarantiniano e antischiavistaDjango
Unchainedal cinecomic MarvelBlack Panther, col compiantoChadwick
Boseman diMa Rainey’s Black Bottom. Dall’horror secondo Jordan Peele
(Scappa – Get Out, Noi) al dramma storico di12 anni schiavo: altro Oscar, non
acaso,comeMoonlightdi Barry Jenkins eGreen BookconMahershala Alì
e Viggo Mortensen. Sincera militanza o hollywoodiana furbizia? Sia come sia (a
seconda del caso), era da tempo che le battaglie per i diritti non ispiravano tanto
buon cinema. E.B.

DAGLI ANNI ’60 AL 2021,


L’ANTIRAZZISMO


SECONDOHOLLYWOOD


Il cinema americano più recente


riscopre e racconta le lotte contro il


razzismo degli anni ’60: e, come


allora, la questione dei diritti


coinvolge ogni genere di film


Daniel Kaluuyae
Dominique
Thornein un
momento del film

LaKeith Stanfield
e Jesse Plemons

Una scena
del film

Sidney PoitierneLa
calda notte
dell’ispettore Tibbs

David Oyelowo
inSelma

Chadwick Boseman
inBlack Panther
Free download pdf