Ciak – Maggio 2021

(alfred) #1

TELEMACHIE CALABRESI:


DAL TORINO FILM FESTIVAL


ARRIVAREGINA


D


ilemmi e sentimenti dell’adolescenza continuano a ispirare i nuovi talenti del
cinema italiano: arriva a maggio (perAdler Entertainment, dopo l’anteprima
in concorso alTorino Film Festival) il lungometraggio d’esordio di
Alessandro GrandeRegina. Al centro la coppiaFrancesco Montanari(nei panni
di Luigi) eGinevra Francesconi(la protagonista Regina), padre vedovo e figlia
quindicenne dalrapporto tormentato. Specialmente quando un incidente in barca
mette ancora più in luce l’immaturità, come genitore e come uomo, di Luigi, aprendo
a conseguenze imprevedibili e al confine col noir. Il regista Grande, giàDavid di
Donatello eNastro d’argento(rispettivamente per i cortiBismillah eMargerita),
sceneggia conMariano Di Nardo, tenendo conto del saggioIl complesso di Telemaco
diMassimo Recalcati, e ambientando il tutto in unaCalabriamontuosa e lacustre,
chemuta con l’incupirsi della vicenda. La fotografia diFrancesco Di Pierro, spiega
al riguardo il regista, parte da «un leggero sole che riscalda i volti dei personaggi», per
poi raffreddarsi scoprendo «unclima molto più rigido che è metafora del rapporto
traidueche si stanno pian piano dividendo». A sorreggere e impreziosire l’interessante

opera prima, le prove di Montanari e della diciassettenne Francesconi, (ri)vista da poco
anche inGenitori vs. Influencer.«Insieme ai personaggi di Regina e Luigi», afferma
l’attrice, «sono cresciuta molto anch’io. Grazie alle tante prove che abbiamo fatto
prima delle ripresesi è creato davvero questo rapporto. Se nella scena dovevo
ridere insieme a mio padre, sentivo di ridere davvero, se dovevo emozionarmi mi
emozionavo davvero». Montanari, dal canto suo, ha parlato diprove «estenuanti e
bellissime» a cui Grande ha sottoposto i due per entrare nei rispettivi ruoli, al punto
che, aggiunge scherzosamente l’attore, «adesso il problema è che ho una figlia
adottiva!». Dal rapporto tra i personaggi, sottolinea il regista, emerge la questione
della «assenza e scomparsa della figura paterna», di cui parla Recalcati riferendosi
alla figura di Telemaco, che attende il ritorno di suo padre Ulisse. «Dal momento in cui
ho iniziato a scriverlo», prosegue Grande, «ho sentito che c’era l’opportunità di fare un
film sincero e universale che potesse arrivare direttamente al cuore dello spettatore,
raccontando unastoria sospesa tra il film di genere e il romanzo di formazione».
Em. Bu.

Dopo l’anteprima
torinese, arriva il
lungometraggio di
Alessandro Grande
Regina, dramma sul
rapporto tra un padre
e una figlia, con
Francesco Montanari
e Ginevra Francesconi

CIAKMAGAZINE.IT | 43

Mio padre fece le musiche, io interpreto uno
zombie in una scena di massa:fu il mio primo
setcinematografico,avevoundicianni». Trait
d’union tra quell’esordio eNonmiuccidere è
Gianni Romoli, co-sceneggiatore di entrambi
i film, «un maestro che mi ha visto crescere»,
per De Sica. ENon mi uccidereomaggia nella
colonna sonora (firmata dallo stesso De Sica
con Andrea Farri) un altro riferimento del
regista,David Lynch e la suaTwin Peaks:
«Quando la vidi da piccolo decisi che volevo
fare il regista, tanto mi aveva impressionato,
turbato, coinvolto». Ma soprattutto, il film
chiude unatrilogia di De Sica sull’adolescenza,età«meravigliosa e spa-
ventosa», caratterizzata come l’horror da «toni estremi:è sempre tutto una
questione di vita o di morte.Muore il nostro vecchio sé, quello infantile,
protetto, e rinasce qualcosa che in parte ci preoccupa, ci spaventa,per-
ché ha una violenza, una rabbia, con cui dobbiamo imparare a fare i conti.
Mirta rappresenta quel momento traumatico che tutti abbiamo vissuto
per entrare nell’età adulta».Enelcasodellaragazzalarabbia«si scatena
in particolarecontroilmondomaschile,cheportaavantiunafilosofiadella
sottomissione». Prima diNonmiuccidereci sono statiI figli della notte
(Nastrod’argentoalmigliorregistaesordiente)eletrestagionidiBaby,da
cui provengono i co-sceneggiatori del collettivoGRAMS e la protagonista
Alice Pagani,cuiDeSicaavevapensatodasubitoperilruolodiMirta.La
affiancano un’altra giovane star,Rocco Fasano (Skam Italia), nonchéSilvia
Calderoni, Anita Caprioli, Sergio Albelli, Giacomo Ferrara e Fabrizio


Ferracane. Un cast variegato, non a caso:«In Italia», spiega al riguardo De
Sica, «c’è una dicotomia tra film d’autore e film commerciale, io vorrei
superarla, perché mi piace l’intrattenimento ma anche portare avanti un
discorso esistenziale e personale. In questa direzione va la scelta per attori che
vengono da esperienze diverse».Contaminare cinema di genere e d’autore è
una scommessa portata avanti da diversi registi e progetti italiani recenti:
«Secondo meha a che fare col ricambio generazionale.Permechesono
cresciuto negli Anni ’80, la cultura era già la televisione, i cartoni animati, i
videogiochi, si sente l’influenza di questi media anche nel film. Credo perciò
che,nell’approccioallarealtà,siamomeno“novecenteschi”,menorigidi,più
propensi alla mescolanza».Un teen-horror che vuole esseremetafora
esistenziale, dunque. E, forse, l’inizio di una saga, come il romanzo di
partenza: «Non posso fare anticipazioni eclatanti, peròl’ideaècheMirta
si sia appena svegliata...».■

Francesco
Montanari(36
anni) eGinevra
Francesconi(17)
inRegina.

Fabrizio
Ferracane (45
anni) in
un’immagine
tratta daNon
mi uccidere.
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