Ciak – Maggio 2021

(alfred) #1
50 | CIAK

ESCLUSIVO : IL CINEMA SECONDO ME


Chitihainstillatoil“virus”difaretu
del cinema?
Ai tempi deL’a l t r a d o m e n i c asono inizia-
te ad arrivare le lettere dei produttori. Si
pensava al solito film sulla compagnia in
vacanza. Io invece avevo sognato il papa,
PapaWojtyla,chemiincaricavadifare
latvdelVaticano.Quandol’hodettoal
produttore, Mario Orfini e a Luciano De
Crescenzo, che era co-autore, gli ho fatto:
«Hosognatounacosa,manonsipuòfare!»,
e gli racconto. E loro: «Sì, si può!».


Erailtuomomentod’oro.
Sì, facevoL’altra domenica,esubitodopo
Tagli, ritagli e frattagliecon Luciano. Ma
il mio rapporto col cinema avveniva so-
prattutto attraverso Mariangela: le cene
con Marco Ferreri a casa sua, i film che lei
aveva fatto, comeDimenticare Venezia di
Brusati oTodo mododi Elio Petri, a cui per
la colonna sonora segnalai Charlie Mingus.
Poi,leceneconAlbertoSordiealtri.Ma-
stroianni l’ho conosciuto poco, si era un
po’ staccato dal giro, mentre invece ebbi
un grande innamoramento per Vittorio
Gassman: è venuto qui, abbiamo cantato
insieme. E poi Monica Vitti...


Torniamo alPap’Occhio, loro ti dicono «Si
può fare», e poi?
Lavoriamo con Luciano Tovoli, grandis-
simo direttore della fotografia che veniva
daProfessione: Reporterdi Antonioni.


Unavoltamichiese:«Che luce metto?», e
io: «Non so, basta che si veda!». Mi sono
divertito moltissimo a fare il regista, ero
spalleggiato da persone bravissime. Mi
ricordo la battuta del primo elettricista:
«Arbore,staifacendoduefilminuno:il
primo e l’ultimo!». Battuta classica del re-
pertorio del cinema romano. Il film fu
sequestrato, ma come dicevo venne difeso
in un programma tv da Mario Monicelli.
Anche Morando Morandini fu genero-
so.MentreRondiselapreseperviadella
religione. Il film fu poi dissequestrato e
addirittura usato dall’Opus Dei.

Al botteghino andò benissimo. E a quel
punto avrai avuto l’assalto del mondo
del cinema.
Nonl’assalto,masì,hannocontinuatoa
chiedermi film. Allora con Luciano ab-
biamoprogettatoilfilmsuNapoli,Che mi
hai portato a fare sopra a Posillipo se non
mi vuoi più bene?Diventato poiFF.SS.,
cioè Federico Fellini South Story. Fu una
combinazione: avevamo pensato a un film
sulla riscossa di Napoli, sul fatto che Na-
polidovesseavereunachance(chenoi
chiamavamo “la scianza”) di ritornare ad
essere capitale della cultura e della bellezza,
mentre era in piena crisi. Stavamo scriven-
do con la finestra aperta, a un certo punto
cascanoifogli,eiopenso:«Se cascassero i
fogli a Fellini?». Quindi ci siamo inventati
che, mentre Fellini stava scrivendo il suo
film, cadevano i fogli e noi li rubavamo,
efacevamo“allamanieradiFellini”un
film sul Sud invece che sul Nord:FF.SS.
È stato un grande dolore, perché Federi-
co aveva scritto una lettera bellissima sul
Pap’Occhio, l’aveva visto due volte. E invece
il secondo film lo fece arrabbiare. Ma per
motivi personali. Poi dopo ci siamo chia-
riti, abbiamo fatto pace. E il film a Napoli
è diventato un cult!

Renzo Arborecon
Alberto Sordi.

Arborecon
Paolo Villaggio.

Renzo Arbore con
Isabella Rossellini, da
lui lanciata in veste
di inviata ai tempi de
L’altra domenica.
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